Testamento biologico, Udc:
“Slancio patetico della maggioranza”
MACERATA - I consiglieri Ivano Tacconi e Marco Foglia tornano all'attacco sull'approvazione del registro per le dichiarazioni anticipate di trattamento che ha spaccato la maggioranza e il gruppo Pd: "La discussione ha assunto toni emotivi e politicamente promozionali e i grillini felici hanno siglato la bolla"
Non si spegne il dibattito sul testamento biologico approvato dal Consiglio comunale nella seduta di fine giugno (leggi l’articolo). La proposta che in assise ha visto la spaccatura in due del Pd viene riportata all’attenzione dall’Udc di Ivano Tacconi e Marco Foglia, tra quelli che in maggioranza hanno detto no all’ordine del giorno del collega e consigliere di Pensare Macerata David Miliozzi. Un’approvazione di misura (l’atto è passato con 15 voti a favore e 12 contrari) con l’appoggio esterno determinante del M5S Tra le critiche dei contrari quella di un vuoto normativo a livello nazionale che priverebbe di senso (finanche con problemi di natura giuridica) l’istituzione di un registro a livello comunale. Sulla questione si è concentrato anche l’editoriale di Giancarlo Liuti (leggi l’articolo).
«Manca, e non si può dire che sulla questione nessuno si stia interrogando, un quadro normativo generale e nazionale che chiarisca cosa si possa o non si possa prevedere – è la critica a posteriori di Tacconi e Foglia – quali siano le condizioni in cui tali previsioni debbano essere applicate, se basta l’incapacità del soggetto o se tale incapacità debba essere stabilizzata e irreversibile. Non si sa ancora con precisione cosa sia accanimento terapeutico e cosa no. Se l’idratazione sia o meno terapia, se lo sia l’alimentazione parenterale, quanto debba essere grave la patologia perché il medico, o chi per lui, possa applicare il cosiddetto testamento, né se sia legittimo parlare di testamento, visto che il testamento è efficace dopo che chi lo ha redatto è morto, mentre quello biologico si dovrebbe applicare quando uno è ancora vivo, se sia ammessa l’obiezione di coscienza».
L’affondo va alla qualità e al merito del dibattito consiliare che ha visto l’assise spaccarsi in maniera trasversale: «La discussione ha assunto toni prevalentemente emotivi e politicamente promozionali, non si è parlato di un registro di dubbia legittimità, ma di morte, vita, aborto e eutanasia, diritto e rovescio, di pressione del Vaticano (sic), di atteggiamento discriminatorio, prevaricatore e fascista dei contrari a chi promuove un così brillante progetto di libertà, progetto che, alla fine, si tramuterà in qualcosa di molto simile ad un semplice esercizio letterario, privo di consistenza giuridica, che andrà stravolto, sia se verrà approvata una legge sul fine vita e sulle dat (dichiarazione anticipata di trattamento) sia se tale legge non vedrà la luce».

Il gruppo consiliare del M5S Roberto Cherubini, Marco Alfei e Carla Messi determinanti per l’approvazione del testamento biologico
«Con uno slancio poetico, e forse anche vagamente patetico dunque, una maggioranza spaccata in due, ha offerto ai tre rappresentanti del Movimento Cinque Stelle la benedizione del progetto, e i grillini, felici, hanno siglato la bolla – è la stoccata del gruppo Udc – Il tutto, tenuto conto della significativa assenza, numericamente determinante, di alcuni consiglieri di opposizione (i sì hanno prevalso 15 a 12), di solito schierati per la difesa del valore sacrale della persona umana e paladini della correttezza anche formale dell’attività amministrativa, che questa volta non hanno risposto all’appello. Seguite l’operazione matematica: promotori più Grillini, meno 1/3 dell’opposizione, uguale approvazione registro delle dat nella “Città della Pace”. Eterna, si potrebbe dire.


