Sostegno all’agricoltura bio:
da Palazzo Raffaello 80 milioni di euro
E Fileni lancia “Il sapore delle Marche”
REGIONE - Anna Casini, assessore all'Agricoltra: «Aumento esponenziale della domanda di prodotti biologici da parte dei consumatori». Il presidente Ceriscioli: «Il nostro territorio è un brand che va difeso». L'azienda alimentare cingolana presenta un nuovo cambio di immagine

Anna Casini, assessore regionale all’Agricoltura
«Il futuro delle Marche passa dal “bio”». Lo sostiene l’assessore regionale all’Agricoltura, Anna Casini, intervenuta all’incontro “Il biologico, futuro delle Marche”, organizzato dalla Regione insieme all’azienda cingolana Fileni. «L’aumento esponenziale della domanda di prodotti biologici da parte dei consumatori – afferma la Casini – ha bisogno di un sostegno strategico attraverso la conversione di altre superfici a questo metodo di produzione. E’ quanto abbiamo rilevato negli incontri con il partenariato e gli operatori nella fase di predisposizione del Piano di sviluppo rurale 2014/2020. La Regione Marche sta perseguendo questo obiettivo attraverso specifici bandi e con incentivi per la creazione di filiere bio locali e regionali, per la stesura di accordi agroambientali d’area e per la promozione dei bio-distretti agroalimentari di qualità e rurali. Fino al 2020 quindi, la Regione in base a quanto previsto dalla programmazione del Piano di sviluppo rurale, erogherà in questo settore contributi per 80 milioni di euro».

Roberta Fileni, direttrice marketing e comunicazione dell’azienda omonima
Negli ultimi trent’anni, nelle Marche, il metodo e la pratica colturale si sono diffusi rapidamente. Attualmente sono 2.449 le aziende agricole biologiche sul territorio con una superficie a conduzione biologica regionale di 57.030 ettari, pari al 12,74% della superficie agricola utilizzata in regione. Tra queste, anche la Fileni, che concentra gran parte della sua filiera bio proprio nelle Marche. «Per comunicare ai consumatori la scelta dell’azienda di puntare su prodotti di assoluta eccellenza – ha spiegato Roberta Fileni, direttrice marketing e comunicazione dell’azienda fondata dal padre – e per far comprendere come realizzare l’eccellenza sia possibile perché l’azienda vive in un territorio che permette e favorisce questo processo, è stata rinnovata l’immagine con cui Fileni si presenta da qualche settimana sul mercato italiano. Produrre nelle Marche è un valore così fondamentale per l’azienda tanto che ora è stata inserita, sulle confezioni dei prodotti più venduti e distintivi, l’etichetta “Il sapore delle Marche”. Tratto distintivo dell’azienda è infatti il legame con la propria terra, garanzia di qualità, che dura da ormai 50 anni. Mentre altri delocalizzavano, Fileni ha voluto al contrario avvicinare la propria filiera, localizzando quanto più possibile allevamenti e stabilimenti produttivi».

Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche
«Con questo incontro – ha detto il presidente regionale Luca Ceriscioli in conclusione – confermiamo un’alleanza naturale tra imprese e istituzioni per rafforzare e valorizzare il nostro territorio. Il secondo aspetto riguarda l’agricoltura e la salute, un binomio importante perché il buon cibo favorisce una migliore qualità della vita e la prevenzione delle malattie. Altrettanto importante è l’aspetto economico della competività del sistema: dobbiamo cogliere le opportunità delle competenze maturate in questi anni in cui abbiamo accettato con coraggio la sfida del biologico. Abbiamo una carta vincente da giocare sui mercati internazionali. Questo territorio è un brand e va difeso con grande senso di responsabilità stando in questa partita con correttezza, coerenza e impegno».
(Leo. Gi.)
Le promesse non bastano più. Non basta dire “prodotto biologico” e basta. Occorre iniziare col mettere sui prodotti alimentari l’ETICHETTA TRASPARENTE”. nella quale è dichiarato il luogo di produzione, come sono alimentati gli animali, oppure con quali concimi si è concimato il terreno, se i semi sono OGM, in quali luoghi, ditte e con quali sistemi è stato lavorato il prodotto, eccetera. E’ quanto mette un Punto Macrobiotico di Mario Pianesi ed è quanto inizierà a mettere su di un parte della produzione Francesco Amadori.