“Passo dopo passo”,
voce agli scontenti del Pd:
“No a incarichi extra e decisioni dall’alto”

MACERATA - Presentata l'associazione politica presieduta da Roberta Belvederesi che costituirà il primo comitato per il sì al referendum costituzionale:" Vogliamo uscire dalle nicchie cristallizzate del partito e riaprire il dialogo con i cittadini". Nel direttivo il sindaco di Recanati Francesco Fiordomo, l'ex segretario provinciale Teresa Lambertucci, Domenico Mucci, Alessandro Biagiola. Nicola Perfetti: "Occorre ricreare un ponte con la società civile. Torniamo a dire le cose come stanno evitando il gioco degli incarichi dopo l'esaurimento dei mandati"
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passo dopo passo

Teresa Lambertucci, Domenico Mucci, Roberta Belvederesi, Nicola Perfetti e Francesco Fiordomo presentano l’associazione “Passo dopo passo”

 

belvederesi perfetti fiordomo

La presidente dell’associazione Roberta Belvederesi con Nicola Perfetti e Francesco Fiordomo

di Claudio Ricci

«Nella grande casa del Pd ci sono spifferi e scricchiolii che vogliamo tappare e ristrutturare». Nasce con la volontà di dare una scossa al Pd l’associazione “Passo dopo passo”. Presieduta da Roberta Belvederesi la nuova realtà conta nel direttivo anche il sindaco di Recanati Francesco Fiordomo, l’ex segretario provinciale Teresa Lambertucci, Nicola Perfetti, Domenico Mucci e l’ex assessore provinciale Alessandro Biagiola. L’obiettivo è ricucire lo strappo tra dirigenza del partito e società civile: «Vogliamo uscire dalle nicchie cristallizzate del partito – ha detto la presidente Belvederesi – per riaprire il dialogo con i cittadini. Ci sentiamo di dare un contributo nei territori. All’interno dell’associazione raccoglieremo l’appello della federazione provinciale per costituire il primo comitato per il sì al referendum costituzionale di ottobre. L’impressione è che il Pd abbia bisogno di aprirsi più all’esterno e noi ci mettiamo a disposizione organizzando iniziative di dialogo e confronto con i cittadini».

Un allontanamento che a detta dei vertici di Passo dopo passo di sarebbe creato in seguito alle decisioni prese dal Pd e dal governo regionale e calate sui territori. Non ultima la questione degli incarichi per chi ha esaurito i mandati previsti per legge (con un chiaro riferimento al caso di Sara Giannini su cui era già espressa la stessa Lambertucci) e la riforma sanitaria calata dall’alto: «Bisogna riconquistare il rapporto di fiducia con la cittadinanza – chiosa Perfetti – iniziando a dire pane al pane e vino al vino e rispettando le regole. Se i mandati da fare sono due, bisogna fermarsi a quelli e non aggirare la regola con l’espediente degli incarichi. Lo stesso vale per la riforma sanitaria. Dobbiamo studiare i problemi a partire dal territorio e poi indicare le soluzioni possibili al presidente Ceriscioli». Un problema che si fa più scottante alla luce delle dichiarazioni del governatore sul futuro incerto degli ospedali di Macerata e Civitanova (leggi l’articolo).

labertucci mucci

Teresa Lambertucci, ex segretario provinciale del Pd e Domenico Mucci

«In passato io stessa ero favorevole ad un ospedale unico provinciale – sostiene Lambertucci – ma si sta procedendo diversamente. Mentre da altre parti si progetta e si finanziano nuove strutture qui in provincia vengono fatti solo tagli. In sanità le riforme occorrono e vanno fatte ma prese per tempo e soprattutto dopo la concertazione con i territori. Detto questo ci auguriamo che la segreteria provinciale, che l’altro giorno ha lanciato anche un appello in merito (leggi l’articolo), sia al nostro fianco rispetto alla nascita del comitato per il referendum». Chiusura rispetto alle problematiche e alle realtà dei territori a partire dalle associazioni sono il peccato a cui secondo l’associazione il Pd deve rimediare. «Abbiamo bisogno di tornare alla bella politica – sottolinea Fiordomo citando Veltroni – Sul confronto il nostro territorio è in ritardo. Il verbo si diffonde sempre da quei 4-5 interventi programmati e poi finisce lì. Così se avessimo immaginato l’ospedale unico in un’altra epoca, parlandone per tempo avremmo fatto il nostro diritto-dovere di cittadini. La politica del territorio è troppo lenta rispetto a quella di Roma. In questo senso sul referendum c’è stata però la disponibilità del sindaco di Macerata Romano Carancini e di quello di Osimo Simone Pugnaloni a dare una mano per il processo di riforma».

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Alessandro Biagiola con Silvia Acquaroli, membri del direttivo

Si parte dal dato della crisi delle iscrizioni al Pd: «Il prossimo 31 gennaio scade il tesseramento e sarà difficile ripetere i numeri del 2014 già scesi al minimo storico di 1.800 tessere su un territorio che conta 300mila abitanti – ha commentato Mucci – Vogliamo cambiare questa politica. Il Pd ad oggi è l’unico vero partito del Paese ma questo non è sempre un bene, perché così manca la dialettica. Lo scopo è rivolgerci non solo agli scontenti dell’attuale Pd ma anche a chi si è disaffezionato al vecchio modo di fare politica».



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