I No Crem preparano l’assemblea:
“Corvatta non è democratico”
CIVITANOVA - Domani alle 21,30 l'incontro per opporsi alla realizzazione dell'impianto anche in altre aree del Comune: "Non c'è emergenza al cimitero, perfino la ditta costruttrice si sta tirando indietro"

Un’assemblea dei No Crem a cui ha partecipato anche il sindaco Corvatta
No Crem, domani l’assemblea con i cittadini. Il comitato ha organizzato un incontro pubblico alle 21,30, nell’auditorium San Paolo di Civitanova Alta per riaprire la discussione sull’impianto crematorio. Il gruppo si opporrà anche se dovesse essere scelta un’altra area per la costruzione ed è pronto a diffidare il Comune sulla costruzione. Le recenti dichiarazioni con cui il sindaco Corvatta ha comunicato la volontà di chiudere le comunicazioni con i membri del comitato (leggi l’articolo) non sono state gradite dai membri No Crem che le giudicano un atto antidemocratico: «Il comitato prima di ogni iniziativa si confronta con l’assemblea pubblica e a questa chiede mandato per avviare qualsiasi attività – spiega Alberto Mobili – questo metodo si chiama democrazia partecipata cosa diversa delle decisioni adottate nel palazzo. Nonostante le chiusure del sindaco, ci confrontiamo con correttezza, critichiamo e proponiamo. Solo chi non è abituato a veri confronti popolari può scambiare critiche per insulti. L’amministrazione non può scegliersi gli interlocutori e non può evitare il confronto». I No Crem giudicano incomprensibile la scelta di voler continuare sulla strada del crematorio nonostante la stessa ditta interessata ai lavori si stia tirando indietro. «La delibera della giunta è decaduta visto che sono passati i sei mesi per fare la proposta – continua Mobili – lo stesso sindaco ha affermato che la stessa ditta non è disposta ad aspettare oltre. Ora si sta proponendo un’area diversa per la realizzazione della struttura ma comunque all’interno del cimitero di Civitanova Alta. Il nostro territorio non ha una emergenza cimiteriale e tanto meno ha bisogno di un crematorio per fare cassa. Il comitato anche se si formalizzasse la nuova proposta si opporrà non solo con gli stessi motivi ma rafforzati dal fatto che questa nuova localizzazione è ancora più prossima all’abitato di via del Pincio».
Che come persona Corvatta non sia democratico è indiscutibile. Forse neanche lui quando si è presentato alle elezioni lo sapeva. Ma quello che più mi incuriosisce e sapere politicamente da che parte lui direbbe che sta. Una volta scrisse sul giornale che cosa significava per lui essere di sinistra. Non l’ha capito nessuno.. Dopo averlo studiato a lungo, ho concluso che effettivamente si è smarrito, non ha più un identità politica, ma solo una grande fiducia in se stesso che forse vorrebbe trasformare in un’idea che però non riuscirebbe a concretizzare in un colore che ne possa determinare, seppure a larghe linee una connotazione. E’ forse questa sua ambiguità che lo rende un personaggio di sicuro spessore e che merita studi più approfonditi per questa sua personalità ancora non del tutto venuta alla luce.