Crolla una palazzina,
a giudizio il 68enne
che causò la fuga di gas
CIVITANOVA - Un edificio in via Vespucci nel quartiere di Fontespina era stato sventrato da una esplosione, due persone vennero salvate da sotto le macerie
Una palazzina di via Vespucci era crollata nel quartiere di Fontespina, a Civitanova, a causa dell’esplosione di una bombola di gpl (leggi l’articolo). Per quell’episodio, avvenuto il primo febbraio del 2013, è stato rinviato a giudizio dal gup del tribunale di Macerata un 68enne che è accusato, per imprudenza o negligenza, di aver causato la fuga di gas che aveva portato al crollo della palazzina.
Una violenta esplosione il primo febbraio del 2013 aveva sconvolto Civitanova. Una palazzina crollata e due persone rimaste sotto le macerie, Gina Sarachini, 65 anni e Sergio Emili, 66, che vennero estratti vivi dalle macerie dopo ore di grande apprensione. L’edificio crollato era una palazzina di 2 piani, in via Vespucci al civico 3.
Secondo le indagini della procura quello che era accaduto è legato ad una fuga di gas gpl che era uscito nella cucina di uno dei residenti, un 68enne civitanovese, che a detta dell’accusa non aveva correttamente chiuso il raccordo bombola-regolatore di pressione dell’impianto di cottura della cucina della sua abitazione. In questo modo c’era stata una fuga di gas e l’esplosione. Il crollo si era verificato intorno alle 11, quando la palazzina era crollata su se stessa in una nube di detriti, mattoni e di vetri. Sarachini e Emili, marito e moglie che abitavano nello scantinato della palazzina, si erano salvati in maniera miracolosa. Per quei fatti questa mattina si è svolta l’udienza davanti al gup Enrico Pannaggi. Il giudice ha rinviato a giudizio il 68enne, difeso dall’avvocato Pietro Siciliano. Il processo si aprirà al tribunale di Macerata il 19 ottobre.
(Gian. Gin.)

