Contesa per una palazzina,
il giudice dà ragione
all’avvocato Castignani
MACERATA - Dopo il processo penale si è celebrato quello civile in cui il legale e la sua segretaria erano accusati dalla famiglia Balducci di non aver restituto loro le quote di una società nata per l'acquisto di una splendida residenza in via Piave
L’acquisto di una bella palazzina in via Piave, a Macerata, è finita al centro di un processo civile dove erano stati chiamati in causa l’avvocato Achille Castignani e la sua segretaria Mihaela Gaman che sono stati scagionati e che dovranno essere risarciti dalla famiglia Balducci che chiedeva loro la restituzione di quote di una società. Una società che era frazionata in tre parti: il 95% era dell’avvocato Achille Castignani, il 4% dalla signora Francesca Balducci, figlia del commerciante Bruno Balducci, e l’1% da Mihaela Gaman, segretaria del legale. La vicenda era stata oggetto anche di un processo penale nel quale il legale e la segretaria erano stati assolti con formula piena dall’accusa di truffa nel processo d’appello. La società, in base a quanto emerso nel processo penale, sarebbe stata fondata perché Bruno Balducci intendeva partecipare ad un’asta per acquistare la palazzina di via Piave. Questo nel 1999. La società, era stata costituita e poi era stato acceso un mutuo in banca e la palazzina era stata acquistata. Qui però sono nate le controversie con le accuse da parte della famiglia Balducci al legale e alla segretaria di non avere restituito le quote come invece sostengono fosse stato pattuito. Ed è la restituzione di quelle quote l’oggetto del processo civile che si è svolto al tribunale di Macerata davanti al giudice Francesca Subrani. Padre e figlia sostenevano proprio che Castignani e Gaman si sarebbero rifiutati di adempiere all’obbligo di restituire le quote che, a detta di padre e figlia, dovevano andare alla signora Balducci. Il giudice, esaminati gli atti, le testimonianze, i documenti presentati ha deciso di rigettare le richieste dei Balducci, dichiarando che non sono ammissibili. Ha inoltre deciso per un risarcimento di 29.940 euro più le spese in favore di Castignani e della sua segretaria. Al processo Bruno e Francesca Balducci erano assistiti dall’avvocato Carlo Famiglini, Castignani e Gaman dal legale Giovanni Bora.
(Gian. Gin.)
