Studenti contro l’aumento del bus
“Il servizio non lo vale,
si torni indietro”

PROTESTA - Le sigle Gulliver sinistra universitaria, Rete studenti medi, Adi e Officinia Universitaria chiedono alla Regione di ripristinare le vecchie tariffe per i costi di biglietti e abbonamenti per il trasporto pubblico. Lamentano poche corse, orari non corrispondenti alle loro esigenze, continui ritardi dei mezzi, sovraffollamento, e prezzi già troppo elevati
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Foto d'archivio

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L’aumento del costo delle tariffe del trasporto pubblico provoca il disappunto degli studenti. E’ così per gli aderenti a Gulliver sinistra universitaria, Rete studenti medi, Adi e Officinia Universitaria. «E’ un altro segno – scrivono in una nota congiunta – di come la nuova amministrazione regionale non abbia ancora compreso che sul fronte del welfare studentesco, sono necessarie delle politiche diametralmente opposte. La giunta regionale infatti, con un decreto del 27 agosto, ha disposto un aumento delle tariffe di circa del 10%, sia relativamente alle corse singole che agli abbonamenti. Ci opponiamo fermamente a questo aumento. In primis perché all’incremento dei prezzi non corrisponde un miglioramento della qualità del servizio. In secondo luogo, non possiamo accettare ulteriori aumenti dei prezzi quando la situazione precedente era già estremamente svantaggiosa per gli studenti, sia da un punto di vista della qualità che del costo del servizio erogato». L’aumento riguarda anche Macerata (leggi l’articolo) e Civitanova (leggi l’articolo). Gli studenti lamentano poche corse, orari non corrispondenti alle loro esigenze, continui ritardi dei mezzi, sovraffollamento, e prezzi già troppo elevati. «Da anni chiediamo una riorganizzazione del trasporto pubblico su scala regionale – proseguono gli studenti – collegamenti più capillari con il territorio, agevolazioni per muoversi su tutto il territorio regionale indipendentemente dalla tratta casa-scuola-università. Quello che chiediamo è soprattutto un abbattimento dei costi del servizio in capo a studenti e famiglie, e la previsione di agevolazioni in base al reddito. La risposta della Regione, invece, è stata quella di aumentare ulteriormente i prezzi, senza peraltro migliorare in alcun modo il servizio offerto».

«Ogni anno le famiglie, per poter mandare i propri figli a scuola, sono costrette a pagare una cifra che spesso raggiunge i mille euro, tra libri di testo, contributi volontari, materiale scolastico e trasporti – dichiara Elena Lippi, coordinatore della Rete degli studenti medi Marche – l’ulteriore aumento del costo dei trasporti, unito anche al ritardo con il quale la Regione ha autorizzato gli abbonamenti agevolati, è sicuramente motivo di ulteriore disagio per gli studenti marchigiani e per le loro famiglie. Chiediamo pertanto, a nome di tutti gli studenti delle Marche, che hanno elaborato con noi una proposta di legge regionale sul diritto allo studio, che la Regione si prenda la responsabilità di garantire a tutti gli studenti il diritto di andare a scuola, di abbattere le diseguaglianze e di prendere in considerazione le proposte e le esigenze degli studenti».

Secondo Elisa Marchetti, coordinatore dell’associazione Gulliver «E’ senza dubbio positivo che il comune di Ancona, pur avendone la possibilità, non stia andando nella direzione di aumentare le tariffe, ma questo di certo non pone fine alle nostre preoccupazioni. Gli studenti pendolari sono tantissimi nel nostro ateneo, e crescono di anno in anno perchè ora molti preferiscono spostarsi tutti i giorni piuttosto che prendere casa ad Ancona, che diventa una soluzione sempre più economicamente insostenibile per le famiglie. Per gli studenti pendolari del nostro ateneo oltretutto non è prevista alcuna agevolazione. L’Università Politecnica delle Marche si vanta di essere un ateneo a vocazione fortemente territoriale e regionale: ebbene, come è possibile raggiungere questo obiettivo se la possibilità di muoversi dentro la regione non è più un diritto ma sta diventando di fatto un privilegio?».

«A Macerata il costo del biglietto del servizio di trasporto urbano è aumentato di 10 centesimi. Ci sconforta constatare come siano sempre gli studenti e i lavoratori ad essere colpiti da una politica di tagli promossa dalla Regione – dichiara Noemi Capriotti, coordinatore di Officina Universitaria Macerata – una politica che non trova affatto punti di contatto con le discussioni tenutesi pochi mesi fa con coloro che promettevano di avere a cuore l’attuazione di un sistema di welfare studentesco ad hoc per tutti gli Atenei del territorio. Chiediamo che di nuovo si rifletta su quanto sia prioritario investire sull’ università e su tutti i servizi pubblici che favoriscono il benessere di tutti i cittadini, cruciale in questo caso il trasporto su gomma. Auspichiamo quantomeno un adeguamento del servizio erogato ai nuovi costi: più corse, orari più adeguati alle esigenze degli studenti, abbonamenti di durata trimestrale». Dichiara Emanuele Storti, coordinatore di Adi Ancona: «Tra i numerosi pendolari che ogni giorno usufruiscono del trasporto pubblico regionale ci sono anche centinaia di dottorandi di ricerca, giovani ricercatori in formazione negli atenei delle Marche. L’aumento delle tariffe pesa in modo particolarmente gravoso sui dottorandi che non percepiscono una borsa di studio e che, non potendo spesso sostenere i costi per gli affitti, si trovano già ad affrontare ingenti spese per spostarsi. Il trasporto pubblico, che rappresenta un servizio imprescindibile per la mobilità regionale, rischia così di avere un impatto sempre più rilevante nei costi per la formazione a tutti i livelli di istruzione. Ciò che chiediamo alla Regione è di fare una scelta lungimirante, che incentivi un modello di mobilità socialmente sostenibile in cui l’accesso ad un trasporto di qualità diventi un diritto soprattutto per le categorie più deboli». Gli studenti chiedono che la Regione ristabilisca le tariffe precedenti, e che si impegni seriamente in una riorganizzazione del servizio pubblico dei trasporti che vada finalmente incontro a loro.



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