Mensa scolastica,
nuove tariffe in base al reddito
CIVITANOVA - Cambia la procedura per le famiglie che dovranno versare le somme in base all'Isee. Con la rimodulazione viene mandata in pensione la diversificazione fra elementare e materna. Per un Isee fino a 7mila euro il Comune si fa carico interamente del costo. Per la fascia fino a 15mila euro il buono pasto costa 2,50 euro

Nella foto l’assessore ai servizi scolastici Piergiorgio Balboni, Mirella Franco consigliere comunale e ex presidente della commissione, il sindaco Tommaso Corvatta e Gustavo Postacchini attuale presidente della Commissione
di Laura Boccanera
Rimodulazione delle tariffe per i pasti delle mense, da settembre si paga in base all’Isee. Il Comune di Civitanova ha redistribuito i contributi per la tariffa sui buoni pasto delle mense di scuole materne ed elementari sulla base del reddito. Aumenta la quota per chi ha un Isee superiore a 25mila euro, sostanzialmente invariato per le fasce più basse. Dopo il lavoro durato quasi un anno della commissione, la giunta ha votato la redistribuzione delle tariffe, modulando un sistema per il quale chi ha un Isee superiore a 45mila euro e i non residenti pagano il prezzo pieno del pasto, ovvero 4,95 euro. «Una delle tariffe comunque più basse nelle Marche, basti pensare che a Montecosaro il pasto costa 6 euro» commenta Mirella Franco, consigliere comunale. Attualmente infatti una famiglia spendeva, indifferentemente, 2,50 euro per la scuola materna e 2,75 euro per le elementari. La differenza veniva colmata dal Comune. Con la rimodulazione si stabiliscono delle fasce di reddito e viene mandata in pensione la diversificazione fra elementare e materna. Per un Isee fino a 7000 euro il Comune si fa carico interamente del costo della mensa e la famiglia non paga nulla. Per la fascia fino a 15mila euro il buono pasto costa alla famiglia 2,50 euro, quindi con un risparmio di 25 centesimi per chi frequenta le elementari rispetto al passato. Fino a 25mila si paga 2,75 euro, fino a 35mila euro la tariffa aumenta a 3,25 euro e dai 35mila ai 45mila si paga 3,75 euro. Pagano prezzo pieno cittadini con Isee sopra a 45mila euro e non residenti. In più per chi ha un Isee inferiore a 7000 euro c’è un contributo del comune e per il secondo figlio la famiglia 1.50 euro. Nelle scuole si servono mediamente tra 1300 a 1600 pasti al giorno, per una spesa complessiva per le casse comunali pari a 1.300.000 euro. Da una simulazione per la rimodulazione secondo il Comune l’introito previsto dovrebbe rimanere invariato, nel caso di introiti la giunta ha deciso di destinare questa somma in più ad attività destinate ai bambini in età scolare e gestite dai servizi sociali. Chi non presenta il modulo Isee paga la cifra piena. «Mettere mano ai costi della mensa è stata una scelta coraggiosa – afferma Mirella Franco – ma il sistema era iniquo. Per le fasce medie non ci sono grosse variazioni, ma ora il sistema è eticamente equo con una maggiore attenzione alle fasce indigenti. Non si vuole però fare cassa sui bambini e nell’eventualità vi fosse un risparmio questo sarà investito nei servizi sociali».
Un Isee di 7000 euro mi sembra un po’ bassino. Quando ci sono le esenzioni da Isee, non è raro che anche stringendo stringendo, si superi anche di pochissimo il limite esente. In Italia i limiti esenti, sembrano studiati apposta per essere facilmente superabili anche facendo una vita da cani.