Pasticcio Agenzia delle Entrate
Revoca al dirigente vincitore di concorso
La Corte: “I suoi atti sono validi”

IL CASO - Giuseppe Scauda è stato direttore a Macerata fino al 26 marzo. E' 193mo nella graduatoria

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Giuseppe Scauda

Giuseppe Scauda

di Alessandra Pierini

L’Agenzia delle Entrate di Macerata e il suo direttore Giuseppe Scauda diventano un caso nel panorama nazionale degli incarichi dirigenziali, minato dagli effetti della sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimi i dirigenti nominati senza regolare concorso. In questi giorni infatti Scauda e l’Agenzia che ha diretto fino al 26 marzo scorso hanno incassato un punto importante, se non fondamentale nella querelle che sta impegnando il Ministero dell’Economia e delle Finanze e le Commissioni tributarie di tutta Italia: il riconoscimento della validità degli atti che il funzionario ha firmato in questi anni in veste di dirigente.

Giuseppe Scauda, di origine napoletana e residente a Macerata dal 2002, incaricato di funzioni dirigenziali dal 2001, già direttore provinciale ad interim anche di Fermo, è tra i 1.200 la cui nomina è stata dichiarata incostituzionale dalla sentenza della Corte che riconosce la legittimità solo di quei dirigenti assunti con concorso pubblico. Eppure costituisce un’eccezione perchè in effetti lui un concorso lo ha sostenuto ed è anche rientrato nella graduatoria di vincitore. Nel 1997, infatti, dopo aver superato già due concorsi distinti, in possesso di un prestigioso curriculum ricco di titoli e di una concreta esperienza lavorativa negli uffici di Lombardia, Molise e Campania, ha partecipato al concorso ordinario per dirigente che ha visto 4.200 domande di partecipazione, 1.600 candidati alle prove scritte, 433 ammessi agli orali, circa 300 nella graduatoria dei vincitori e 162 nella graduatoria di merito. In tutto questo Scauda può vantare il 193mo posto. Nonostante questo gli è stato revocato l’incarico dirigenziale.
Scauda si sta battendo su più fronti per far valere la sua posizione, come stava già facendo da 15 anni a questa parte, contro una revoca che considera illegittima.

L'Agenzia delle Entrate di Macerata

L’Agenzia delle Entrate di Macerata

La sua posizione è diventata emblematica in seguito alla pronuncia della Commissione tributaria provinciale di Macerata che ha riconosciuto la validità degli atti da lui firmati come funzionario delegato, perchè vincitore di concorso. In tutta Italia, diversi soggetti hanno contestato gli accertamenti firmati dai dirigenti dichiarati incostituzionali. Così anche a Macerata.
La Commissione del capoluogo, composta dal presidente Renato Ciocchetti, dal relatore Leide Polci e dal giudice Alberto Landi, ha respinto il ricorso di una società contro una cartella esattoriale relativa al carente, omesso, ritardato versamento Irap ed Irpef per l’anno d’imposta 2011. La società aveva contestato la legittimità dell’atto sottoscritto da Giuseppe Scauda ma l’Agenzia delle Entrate di Macerata si è difesa facendo riferimento alla giurisprudenza di legittimità per cui «il capo dell’ufficio va considerato il soggetto capace di manifestare la volontà dell’amministrazione negli atti aventi rilevanza esterna» e dimostrando che il direttore era comunque nella graduatoria del concorso per il conferimento della qualifica di dirigente.

«Se per il futuro  – ha sentenziato la Corte – non è assolutamente consentito attribuire incarichi dirigenziali a funzionari che non abbiano espletato il concorso, ciò non determina che siano travolti tutti gli atti già emessi da funzionari provvisti di semplice delega».

 

 


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