Maceratese: la scaramantica
grande attesa dei tifosi

VERSO LA PARTITA DECISIVA - Riti e trepidazione per la domenica storica per il calcio cittadino. Vetrine dei negozi addobbate di biancorosso, spuntano bandiere dai terrazzi. (LE VIDEO-INTERVISTE AI TIFOSI)

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Franco Del Medico (Clicca sull’immagine per guardare il video)

 

di Claudio Ricci

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Scaramanzie, di ogni genere, come un rito religioso i tifosi attendono la domenica nel pallone, stavolta storica. Parliamo di quelli della Maceratese in trepidante fervore. Come uno sposo che non può vedere la sposa in abito nuziale prima dell’arrivo all’altare. La città tutta prima di vestirsi di bianco e di rosso, attende l’appuntamento all’altare dell’Helvia Recina. Nel frattempo il futuro sposo si concede prudente alle telecamere di CM per rilasciare qualche timida anticipazione sulla domenica storica che si appresta a riconsegnare la serie C alla “Rata” dopo 40 anni di lunga attesa.

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Sciarpa, maglietta e bandiera biancorossa in un terrazzo

L’essenza del cuore biancorosso si ritrova tutta nelle parole dello storico tifoso Franco Del Medico. Da 70 anni al fianco della sua Maceratese, Franco si appresta a vivere l’ennesimo traguardo della società, senza perdersi neanche un allenamento dei ragazzi di mister Magi. «Arrivo la mattina alle 10 – rivela – e aspetto che aprano i cancelli dello stadio. Ho parlato con i ragazzi e gli ho detto di dare tutto domenica in campo. Senza guardare alle gocce di sudore. Poi potranno anche riposarsi. Seguo la Maceratese da sempre. Ho 79 anni e ho iniziato a venire allo stadio quando ne avevo 13. Nei periodi in cui lavoravo in Africa o in Argentina mi facevo spedire i giornali per informarmi sul campionato. E quando la squadra andava in trasferta prendevo le ferie per seguirla». L’emozione sale quando si chiede di ricordare l’ultima volta che i biancorossi arrivarono tra i professionisti.

ferramondo

Gabriele Ferramondo

Gabriele Ferramondo se la ricorda ancora: « La Maceratese era l’unica realtà significativa della provincia e lo stadio era sempre pieno all’epoca con cinque, 6 mila persone ogni domenica. Il giorno della promozione fu incredibile. Allo stesso modo fu triste quando retrocedemmo ai tempi di Morbiducci. Domenica però l’obiettivo è più importante. Possiamo accedere alla Lega Pro che è un po’ come la terza diviasione del campionato inglese».

craia

Rodolfo Craia

Un entusiasmo si diceva difficile da nascondere, che ormai coinvolge tutti i cittadini anche chi non è poi così amante del calcio. C’è chi parla di “Bene per tutta la città”, chi non canta gli inni per carenze canore o per superstizioni, chi lontano dagli spalti da anni, sfrutterà l’occasione per un gran rientro allo stadio. «Mi fa piacere che i maceratesi hanno ritrovato intorno al calcio un antico entusiasmo – dice l’attore e regista Rodolfo Craia – mi piacerebbe ancora di più se questo entusiasmo si trasferisse anche in altre cose».

Intanto in città sono apparse bandiere, sciarpe e magliette biancorosse sui terrazzi e vetrine addobbate ad hoc in occasione della sfida di domenica contro l’Agnonese. La presidentessa Maria Francesca Tardella ha rivolto un appello alla città: “Tutti allo stadio” (leggi l’articolo).

 

La vetrina biancorossa allestita dalla Galleria Ferretti in Piaggia della Torre

La vetrina biancorossa allestita dalla Galleria Ferretti in Piaggia della Torre

VETRINE MACERATESE

La vetrina della profumeria Piangiarelli in Corso Matteotti

La vetrina della profumeria Piangiarelli in Corso Matteotti

 


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