San Ginesio ha salutato
Giovanni Cardarelli
I giovani e la cultura la sua passione
Grande partecipazione al funerale del professore che portò in paese Rita Levi Montalcini. IL RICORDO
Nel pomeriggio di oggi San Ginesio si è fermata per dare l’ultimo saluto al professor Giovanni Cardarelli, per tanti semplicemente “il preside”, morto ieri notte a 73 anni (leggi l’articolo). La Collegiata, luogo oggetto di studi che lui conosceva in ogni angolo e dettaglio, era stracolma di persone che in qualche modo sono state positivamente contaminate dalla sua grande passione intellettuale. Presenti anche tanti giovani e rappresentanti delle istituzioni, in testa il sindaco Mario Scagnetti che ne ha tracciato il ricordo con commozione.
di Maurizio Verdenelli
Risento ancora la voce dell’amico al telefono (fisso, non era ancora neppure l’alba dei cellulari). Formale eppure calda, piena d’energia: “Egregio dottor Verdenelli, ho il piacere d’informarLa che sarà ospite di San Ginesio e dell’Istituto Magistrale…”. E giù un nome grosso così. Una celebrità, invariabilmente, che in quel momento faceva più di sempre ‘notizia’. Era incredibile come il preside Giovanni Cardarelli riuscisse a far salire sul colle bellissimo da cui si ammira lo spettacolo più bello dei Sibillini, ma che da tempo sembrava (usiamo l’imperfetto per comodità) tagliato fuori dalla contemporaneità, quei personaggi che certe volte neppure i propri manager riuscivano a far scomodare da Roma, Milano e via elencando. Lui ci riusciva. A costo zero o quasi. Nel nome della scuola e della formazione ragazzi, s’intende. Ci fu la grande Rita Levi Montalcini che addirittura volle pagare di tasca sua il taxi, andata e ritorno con la capitale, il 13 gennaio dell’88. Un gesto che andrebbe scolpito a lettere d’oro sugli architravi di tutti i consigli regionali d’Italia, a cominciare di quello delle Marche, naturalmente, considerato l’elenco onnicomprensivo o quasi degli indagati rispetto ai titolari di poltrone.
“Altri tempi” scrisse, interrompendo il pranzo di capodanno alle ore 13.52 del 1 gennaio 2013, sul blog di Cronache maceratesi a commento di un mio articolo sulla morte della Montalcini, il professor Cardarelli insieme con la moglie Tullia Leoni. Insieme, marito e moglie avevano accolto la Montalcini nell’auditorium di Sant’Agostino, strapieno fino all’inverosimile. Con loro due, dirigenti scolastici, a far corona al Premio Nobel: i compianti Michele De Feis, prefetto di Macerata e potentino d’adozione e il dottor Domenico Ventrone (padre del prof. Angelo, illustre storico) provveditore agli Studi. E naturalmente San Ginesio intera che ricorda quel 13 gennaio di 27 anni come una giornata trionfale, e memorabile la lectio magistralis su “L’etica misura della Scienza” di Rita Levi Montalcini (leggi l’articolo). Così com’era stata indimenticabile la giornata, sempre a cura dell’attivissimo preside del Magistrale, che aveva visto Giulietta Masina, ‘prestata’ poi un po’ a malincuore da Cardarelli a Macerata per un successivo incontro ‘sold out’ al cinema Tiffany.

Giovanni Cardarelli, Tamsin Hickson e John Hall in occasione della presentazione della traduzione inglese del suo testo “Il mistero dei templari a San Ginesio”
Ora il ‘professor Giovanni’ se n’è andato, a 73 anni. Dopo l’andata in pensione, la sua voce non si era affievolita. San Ginesio, i temi della cultura, della formazione giovanile – Perchè ogni incontro aveva questa finalità pedagogica sempre in primo piano – gli urgevano, gli ‘doleva’ dentro. I ragazzi, ancora e sempre loro nel cuore, uscire dalle mura antiche lodate dal Momsen, questo importava per il ‘professore’ che gettava forze e spirito ogni volta al di là della barricata. Nei miei confronti, del giornalista che lanciava efficacemente i suoi messaggi, era cordialmente grato, consegnandomi in occasione di alcuni fine d’anno scolastici diplomi di benemerenza, che tengo tra i ricordi più grati. Era infatti un piacere salire sul colle ‘dimenticato’ e trovarci grandi protagonisti.
Come l’irraggiungibile Piero Angela, conduttore superstar di Quark allora più che mai. Mi meravigliai e glielo dissi. “C’era solo una via d’uscita: dirgli di sì. Aveva però ragione lui, Cardarelli, è stato bello parlare di scienza nel paese di Alberico” fu la risposta di Angela. Che per mesi era stato bombardato di telefonate dal preside. Il quale gentilissimo, usava una tattica stringente e d’assedio che a lui, storico, doveva certamente essergli stata indicata dalla battaglia della Fornarina… E pure Antonello Venditti, adorato dai ragazzi del Magistrale, fu un ‘colpo’, come dire, magistrale.
L’ultima volta che ho visto Cardarelli è stato il 17 giugno del 2013 a Belforte del Chienti ad un convegno organizzato della Comunità montana di San Ginesio, nella bellissima chiesa di Sant’Eustachio. Naturalmente con sé aveva ‘mille opuscoli’ e tante idee. Tanti propositi per rivederci, dopo anni, e scrivere per San Ginesio, sostenere il centro sulla strada della cultura non solo dello sport come si era pure tentato con successo di fare grazie pure alla presenza di Corrado ‘Barracuda’ Barazzutti e del centro Fit.
La sua morte, di questo pedagogo indomito legato alla formazione degli studenti, è un lutto grave per la scuola in generale e per San Ginesio in particolare. E’ come se fosse crollato di nuovo ed irreparabilmente, un tratto lunghissimo di mura, o fosse andata a fuoco una biblioteca preziosa. Il nome del professor Giovanni, dopo quello di Febo Allevi, altro grande ginesino, andrebbe (usiamo il condizionale ancora per comodità) assolutamente tutelato e recuperato. Intestandogli uno spazio significativo, un progetto, un premio perché quell’esempio luminoso non vada perduto, per dirla con Piero Angela, nel buio degli anni luce, nell’indistinto tramonto della Cultura.

Uomo di indubbia moralità , passione e cristallina passione.
Mi dispiace…