Tre marchigiani nel terremoto del Nepal, disperso uno speleologo

LA CATASTROFE - Da ieri non si hanno più notizie di Giuseppe Antonini detto Pino, di 53 anni, anconetano, tecnico di elissoccorso. Era nella repubblica federale dell'Asia meridionale al momento del terremoto che ha devastato il paese. Fa parte di un gruppo di quattro speleologi italiani del Soccorso alpino, in spedizione nel villaggio di Langtang

- caricamento letture
Il terremoto in Nepal (foto: Ansa)

Il terremoto in Nepal (foto: Ansa)

Sono ore di ansia per i familiari di un marchigiano disperso in Nepal. Si tratta di Giuseppe Antonini detto Pino, di 53 anni, tecnico di elisoccorso. Erano nella repubblica federale dell’Asia meridionale al momento del terremoto che ha devastato il paese. Fa parte di un gruppo di quattro speleologi italiani del Soccorso alpino, in spedizione nel villaggio di Langtang, travolto da un’enorme valanga, non danno notizie di sé da ieri sera. Lo ha reso noto all’Ansa il fratello di Antonini, Roberto. L’uomo ha parlato con il parente mezz’ora prima del sisma, poi non ha più saputo nulla. Altri tre marchigiani sono scampati per miracolo alla scossa che ieri ha devastato il Nepal. Giuseppe è specializzato in operazioni di grotta e forra. E’ direttore della Scuola forre del Soccorso alpino e tecnico di elisoccorso. «Con lui – ha detto il fratello Roberto – ci sono anche il medico speleologo Gigliola Mancinelli, Oscar Piazza, del Soccorso alpino del Trentino Alto Adige e un altro ragazzo di Genova». La notizia è stata confermata dalla presidente del Soccorso Alpino delle Marche Paola Riccio. Piazza, della Scuola nazionale tecnici, è anche vice direttore della Scuola nazionale forre. Gigliola Mancinelli è un medico ma anche un tecnico speleologo. Del quarto membro della spedizione non si conosce ancora il nome. «Giuseppe – ha detto ancora Roberto Antonini – ha un telefono satellitare, ma dopo la telefonata di ieri non è più raggiungibile». Lo speleologo, subito dopo la prima scossa, era riuscito anche a parlare con la compagna. Il gruppo di speleologi doveva esplorare le forre, ma ieri – dalle poche notizie che si hanno – non si era mossi dal villaggio perché il tempo era brutto.

Tre turisti marchigiani invece sono scampati al sisma. Sono l’avvocato anconetano Francesco Tardella, specializzato in diritto fallimentare ed ex presidente del Rotary Ancona-Conero, e due turiste senigalliesi, Claudia Greganti, 38 anni, e Tiziana Cimarelli, di 58. I tre si trovavano a bordo di una jeep con l’autista e una guida turistica quando, all’improvviso, sono stati travolti da una frana. A parte lo choc e qualche escoriazione, stanno tutti bene. Erano diretti da Kathmandu a Chitwan, dove si trova un parco nazionale. I tre sono poi riusciti a mettersi in contatto con i familiari per rassicurarli. Al momento non si sa quando rientreranno in Italia. E stanno bene due amici alpinisti di Fano, Pietro Marcucci e Luca Cantiani, che si trovano in questo momento ai piedi dell’Everest. Erano arrivati in Nepal una settimana fa e secondo i programmi in questi giorni avrebbero dovuto impostare la scalata per la cima più alta del mondo ma ora, con il terremoto e la tragedia della valanga che ha travolto e ucciso 18 persone impegnate nella scalata, hanno rinunciato ai loro programmi e stanno preparandosi per il rientro in Italia. Da quanto si è appreso, Marcucci e Cantini non hanno mai corso alcun rischio né si sono trovati coinvolti nei danni provocati dal terremoto. Ora stanno cercando un volo per un rapido rientro in Italia.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X