Rete del gas all’Atac, l’opposizione:
“Illegittimo, sbagliato pure il bando”
CIVITANOVA - Replicano alla scelta della maggioranza Ciarapica e Marzetti. Vince Civitanova: "Perdere la gestione per la partecipata dell'ente significherebbe chiudere". Ncd: "Il futuro delle nostre aziende viene deciso senza un democratico confronto"
«Non si può trattare la messa a gara della rete gas nelle segrete stanze della maggioranza». Coro unanime dall’opposizione in merito alla discussione approntata nella riunione dell’altro giorno (leggi l’articolo) e che ha portato alla scelta di affidare all’Atac la gestione della rete gas in attesa del bando di gara nazionale. Sull’argomento intervengono sia Fabrizio Ciarapica di Vince Civitanova che Sergio Marzetti del Ncd. «Ad oggi la partecipata dell’ente, oltre che a riconoscere un canone annuo al
Comune di oltre 300 mila euro per la gestione e manutenzione delle condotte, ne ricava un utile di oltre 600 mila euro all’anno che consente di bilanciare le perdite che si riscontrano su acqua e trasporti. Perdere questa gestione, a vantaggio di qualche società privata, significherebbe si, incassare qualche spicciolo subito, ma poi non avere più un soldo e nessun investimento per gli anni a seguire. Ciò comporterebbe in automatico, la quasi inevitabile chiusura dell’Atac, sorretta oggi dai soli proventi del metano e di conseguenza la cessazione di servizi pubblici come il trasporto scolastico, il servizio idrico, lo spazzamento, per non parlare poi dei posti di lavoro che si perderanno. Così mentre tutti i Comuni intorno a noi si stanno consorziando per non rinunciare ad un servizio strategico come il metano, Civitanova preferisce svendere il futuro dei propri
cittadini». Parla di illegittimità Marzetti: «Che il futuro delle nostre aziende venga deciso dalla sola maggioranza senza un democratico confronto nelle competenti commissioni consiliari e addirittura senza un dibattito in consiglio comunale e’ illegittimo. La Corte dei conti ha stabilito la scadenza del 31 marzo 2015 per la consegna di una relazione dell’amministrazione che contenga le linee d’indirizzo programmatiche riferite all’assetto sia societario che funzionale che s’intende dare alle aziende comunali. Non vorrei che il consiglio cosi delegittimato dovrà soltanto ratificare e prendere atto di una programmazione cosi rilevante per gli interessi della nostra collettività».


