I poveri aumentano,
in 650 si rivolgono alla Caritas
“Solo la Chiesa accoglie i figli di nessuno”

CIVITANOVA - Don Vinicio Albanesi, direttore dell'ente di carità, sostiene il vescovo Luigi Conti: "E' stato frainteso, il suo rimprovero è per l'indifferenza". Resi noti i dati: 60 persone si sono presentate per problemi legati ad occupazione, esigenze abitative, povertà economica o un sostegno al pagamento di bollette e affitti. Ogni giorno la mensa serve 35 pasti caldi per un totale di 7350 piatti. Sono 422 le famiglie aiutate con la consegna di pacchi alimentari o indumenti
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Don Vinicio Albanesi

Don Vinicio Albanesi

 

di Laura Boccanera

Sono 650 le persone che nel 2014 si sono rivolte alla Caritas di Civitanova, di cui il 70% italiani e il 30% stranieri. A qualche giorno di distanza dal clamore provocato dalle parole del vescovo monsignor Luigi Conti che ha cercato di scuotere la coscienza dei civitanovesi ad una minore indifferenza verso il prossimo, rifacendosi ai recenti casi di cronaca (leggi l’articolo), l’onda di indignazione non è passata. A scandalizzarsi e a rigettare la tesi di una Civitanova arida e senza cuore il web che ha commentato negativamente, a volte anche con commenti sopra le righe e oltraggiosi, il senso del richiamo vescovile. Il procuratore Giovanni Giorgio ha contestato la possibilità di una mancanza di attenzione da parte degli uffici sulla vicenda di Tarik Haddi, il marocchino trovato morto e per il quale il magistrato non ha disposto l’autopsia (leggi l’articolo).
Raddrizza la mira oggi don Vinicio Albanesi, direttore della Caritas e presidente della Fondazione don Lino Ramini: «Il vescovo non ce l’aveva con la magistratura, l’intervento chiamava in causa tutti, era un rimprovero verso l’indifferenza. Tanto è vero che ha sottolineato come Tarik fosse morto davanti ad una scuola senza che nessuno si accorgesse di nulla, spiace se c’è stato un equivoco – e in merito ai commenti velenosi del web aggiunge – la Chiesa cattolica è l’ultima rimasta ad accogliere i figli di nessuno. Mi dispiacerebbe se fra coloro che commentano con livore su internet poi ci sia chi la domenica va a messa. Una comunità chiusa in se stessa è destinata a morire».

Monsignor Luigi Conti

Monsignor Luigi Conti

E a dire il vero non è la prima volta che il vescovo tenta di scuotere la coscienza dei civitanovesi: la prima volta fu nel 2009 in occasione della messa per i 25 anni dell’Anffas. Conti disse che «Civitanova è una città che sta male perchè non dà un senso alla vita delle persone». Anche in quell’occasione la politica reagì sentendosi toccata e indicata. Poi l’omelia durante i funerali dopo il triplice suicidio di Anna Maria Sopranzi, Romeo Dionisi e Giuseppe Sopranzi e l’anno scorso per la festa del patrono, quando ha ancora una volta sottolineato la necessità di ricordarsi dei più bisognosi.
Ma al di là delle parole e dei commenti, la povertà in città è in crescita.
Questo almeno secondo i dati relativi al 2014: 60 persone hanno fatto richiesta alla Caritas per problemi legati ad occupazione, esigenze abitative, povertà economica o un sostegno al pagamento di bollette e affitti. Ogni giorno la mensa serve 35 pasti caldi  per un totale di 7350 piatti. Altre famiglie invece sono state raggiunte attraverso la consegna di pacchi alimentari o indumenti e vestiario: sono 422 i nuclei familiari aiutati per un totale di circa 1041 persone. Nella struttura della Tenda di Mamre, la Caritas ha ospitato dall’apertura lo scorso 1 febbraio del 2014 ad oggi 102 persone offrendo un letto, la cena e la colazione. Di queste 10 sono donne, 41 italiani e il resto stranieri. A questi dati si sommano quelli dei servizi sociali (che saranno oggetto di un approfondimento nei prossimi giorni) che quotidianamente dal terzo piano di Palazzo Sforza tentano di intercettare le criticità economiche, ma anche familiari.



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