Il combattente Alessandro Saioni
compie 100 anni
FIUMINATA - Sopravvissuto alla campagna di Albania nella Seconda Guerra Mondiale sarà festeggiato a Poggio nel pomeriggio del 22 marzo

Alessandro Saioni, (primo di lato alla Bandiera) nel novembre 2010 ricevuto unitamente ad altri commilitori, attestato e medaglia ricordo della 2^ Guerra Mondiale
La sezione Unuci, ufficiali di Camerino e la sezione Combattenti e reduci di Fiuminata inviano i più sentiti auguri per il 100° compleanno del fante mitragliere Alessandro Saioni classe 1915, soldato poeta valoroso combattente della Seconda Guerra Mondiale, chiamato alle armi nel 1940, campagna d’Albania, sulle montagne Albanesi un grave congelamento ai piedi, riesce fortunatamente a fare ritorno al comando per poi tornare in Italia, per due mesi sarà costretto a rimanere per cure in ospedale. Le figlie organizzano una festa alle 16 del 22 marzo a Poggio (frazione di Fiuminata).
Il Fante Alessandro Saioni è anche un poeta”, nel 2009 è stata presentata una sua raccolta in versi, “Storia di una vita dal 1915 al 1945”, in cui racconta la sua gioventù, segnata dal ritmo degli obblighi militari e delle guerre. A soli due mesi dalla sua nascita, infatti, il padre lascia Poggio Sorifa per raggiungere il fronte nella prima guerra mondiale. Tornerà soltanto dopo quattro anni, tanto che il piccolo Alessandro vedrà inizialmente in lui uno sconosciuto. Passano gli anni e, nel 1935, è la volta di Alessandro di partire per il servizio militare. Nel racconto di quei mesi lontano da casa, si ha uno spaccato autentico dell’Italia rurale di quegli anni, quando l’unica occasione per allontanarsi da casa era dovuta agli obblighi militari. Arrivato a Reggio Emilia, il giovane Alessandro trova difficoltà persino capire la lingua parlata in quella zona. Entrato in fanteria, Alessandro parte con il suo battaglione alla volta della Libia.
Rientrato nell’agosto del 1936 nella natia Poggio Sorifa, Saioni è richiamato in armi nel 1940, all’ingresso dell’Italia nella seconda guerra mondiale. Questa volta è destinato a Durazzo, in Albania. Inizia così il racconto delle vicissitudini e delle sofferenze sperimentate in guerra. L’avanzata sul fronte albanese è meno facile del previsto, le truppe italiane incontrano grosse difficoltà. Costretti a fronteggiare non soltanto l’esercito nemico, ma anche il freddo, il fango e la fame, i soldati italiani si trovano in condizioni critiche. É una realtà fatta di lunghe marce sotto la minaccia del fuoco avversario e le intemperie, mal equipaggiati e con pesanti fardelli sulle spalle. Nello sconforto dovuto alle difficoltà della guerra, il pensiero di Saioni è spesso rivolto alla famiglia e ai suoi affetti (“quante volte pensavo a casa mia/che sempre io la vengo a benedire”). Lo scoraggiamento per le gravi difficoltà della guerra si alterna a slanci di patriottismo e di attaccamento alla bandiera: “non curavo più il gran dolore/basta che non partisse il Tricolore”.


Dalla sezione Unuci, ufficiali di Camerino e dalla sezione Combattenti e reduci di Fiuminata riceviamo:
“Inviamo i più sentiti auguri per i 100 anni del fante mitragliere Alessandro Saioni, classe 1915, soldato poeta valoroso combattente della seconda guerra mondiale,chiamato alle armi nel 1940 per la campagna d’Albania. Dopo il congelamento ai piedi sulle montagne albanesi Saioni riesce fortunatamente a fare ritorno al comando per poi tornare in Italia. Per due mesi sarà costretto a rimanere per cure in ospedale. Nel 2010 ha ricevuto un attestato e medaglia ricordo della 2^ Guerra Mondiale”