Tirreno-Adriatico,
bagno di folla
alla partenza da Esanatoglia
CICLISMO - Alle 10.30 il via della quinta tappa della corsa dei due mari. Arrivo al Terminillo dopo cinque ore e 194 km percorsi con la vittoria del colombiano Quintana
di Monia Orazi
Sono le 10.22 di questa mattina, quando l’assessore regionale Paola Giorgi e l’inossidabile sindaco Giorgio Pizzi, alzano ad Esanatoglia la bandierina che segna la partenza ufficiale della quinta tappa della Tirreno Adriatico, la corsa dei due mari, che questo fine settimana ha messo in vetrina i borghi e le montagne dell’entroterra, mostrati sugli schermi di oltre centosessanta paesi. La mattinata è iniziata presto, con le squadre ciclistiche arrivate intorno alle nove nella zona industriale del paese, dove è stato allestito il quartiere tappa. Via alle formalità di rito, la riunione strategica per preparare la tappa, un po’ di riscaldamento, poi è stato uno sciamare di bici in piazza, con migliaia di appassionati che hanno chiesto autografi, scattato foto e scambiato qualche battuta con i loro beniamini su due ruote, protagonisti ieri dello spettacolare arrivo a Castelraimondo (leggi l’articolo).
Nibali, Contador, Scarponi e gli altri non si negano, in tanti osservano i campioni, lodandoli e chiamandoli per nome. Più tardi i ciclisti sono saliti sul palco per salutare il pubblico e firmare il foglio partenza, andando avanti e indietro con le bici per riscaldarsi. Esanatoglia si è presentata vestita a festa, con striscioni, bandierine e palloncini blu e gialli, un’eccezionale cornice di pubblico. Si è consumato tutto in poco più di un’ora, sotto lo sguardo vigile dell’organizzazione impeccabile ad opera dell’Unione montana, i comuni e le altre istituzioni coinvolte. A svolgere servizio di ordine pubblico, su disposizione della Questura, tantissimi volontari della protezione civile, gli agenti della polizia municipale di diversi comuni, gli immancabili carabinieri, gli agenti della forestale, della guardia di finanza, vigili del fuoco. Si alza la bandierina e la carovana parte, su via per la Morca, in salita fino a toccare Fiuminata nella zona di Massa, incursione a Pioraco, poi su per la salita fino a Sefro, per sfociare nella suggestione dell’altopiano di Montelago innevato e con il lago effimero, frutto dello scioglimento delle nevi.
Le bici scivolano via, verso Copogna, Serravalle, per sboccare nella piana di Muccia, corrono sulla direttissima per Pieve Torina, si arrampicano su per Le Fornaci, ammirano il santuario di Macereto, toccano gli ultimi lembi di terra maceratese, tra Ussita e Visso, poi li accoglie l’Umbria a Ponte Chiusita sulla Valnerina, via di pedali sino al traguardo del Terminillo, oltre cinque ore dopo a 1675 metri di altezza e dopo 194 km percorsi. I settecento della carovana ciclistica se ne sono andati, dopo due giorni indimenticabili, che resteranno a lungo nella memoria delle migliaia di persone accorse a vedere l’evento dal vivo.
Alle 16,15 l’arrivo sul Terminillo. Si è aggiudicato tappa e maglia il 25enne colombiano Nailo Quintana, re del Giro d’Italia 2014.






