Violenza di gruppo su una ragazzina,
condannati 2 fratelli e un 30enne
RECANATI - I fatti sarebbero avvenuti all'interno del circolo Acli, sentenze a 4 anni, per un recanatese, e a 4 anni e sei mesi per due marocchini. La vittima aveva 15 anni
Accusati di aver violentato una ragazzina di 15 anni, due marocchini e un giovane recanatese sono stati condannati a pene che vanno dai 4 anni ai 4 anni e sei mesi.
Risale all’aprile di 10 anni fa una presunta vicenda di una violenza sessuale di gruppo di cui era stata vittima una ragazza che all’epoca aveva soltanto 15 anni. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Enrico Riccioni, i fatti sarebbero avvenuti il 10 aprile del 2005 al circolo Acli di Recanati. La ragazza, sarebbe stata palpeggiata, baciata sul collo e poi costretta ad entrare nei bagni del circolo da due fratelli marocchini, uno di 32 anni, l’altro di 31, e da un recanatese di 30 anni. Una volta che i tre erano riusciti a portarla nel bagno, prosegue l’accusa, i tre uomini avrebbero tentato di sfilarle gli stivali e di spogliarla slacciandole la cintura e abbassandole i pantaloni sino all’altezza delle cosce. La ragazza si era messa a urlare e il gestore del circolo aveva sentito ed era intervenuto. Questo, dice l’accusa, aveva salvato la ragazza dal subire una violenza sessuale. La ragazza venne trovata anche con delle ferite, che sono state giudicate guaribili in 8 giorni. Al fratello maggiore, l’accusa contestava anche di aver minacciato la ragazza, le avrebbe detto: «Per ora ti sei salvata». Oggi il pm ha chiesto la condanna a 4 anni per il recanatese, N. R. (difeso dall’avvocato Ennio Sciamanna), e a 4 anni e sei mesi per i due fratelli marocchini, di 32 e 31 anni, (difesi dall’avvocato Alessandro Brandoni). I giudici hanno deciso una sentenza di 4 anni per N. R. e a 4 anni e sei mesi per i due fratelli, esattamente come chiesto dal pm. «Faremo certamente appello, siamo curiosi di vedere come i giudici motiveranno la sentenza alla luce delle incongruenze che sono emerse al processo. E’ una sentenza scandalosa, la condanna dovrebbe essere al di là di ogni ragionevole dubbio» dice l’avvocato Sciamanna. Anche l’avvocato Brandoni annuncia appello dopo aver letto le motivazioni della sentenza.
