La Madonna della Misericordia
esposta a Parma
CAMERINO - L'opera di Girolamo di Giovanni conservata nel museo di San Domenico concessa in prestito per la mostra “Mater. Percorsi simbolici sulla maternità"
C’è un po’ di Camerino nella mostra sulla maternità inaugurata lo scorso 8 marzo a Parma, nel Palazzo del Governatore. L’opera di Girolamo di Giovanni “Madonna della Misericordia e i Santi Venanzio e Sebastiano” (1463), conservata nel museo di San Domenico, è infatti volata in Emilia, concessa in prestito per la mostra “Mater. Percorsi simbolici sulla maternità”, organizzata dalla Fondazione Dnart e dal comune di Parma.
“Il prestito di questa importante opera della Pinacoteca civica – spiega il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui – costituisce una straordinaria occasione per la nostra città, che avrà così modo di mostrare ai tanti visitatori della mostra di Parma una delle eccellenze delle nostre collezioni civiche. Siamo convinti, infatti, che sia fondamentale promuoversi anche attraverso aperture di questo tipo, per raggiungere il maggior numero di pubblico e, magari, invogliare turisti e visitatori a raggiungerci a Camerino per approfondire la conoscenza della nostra meravigliosa città e del territorio”. La mostra, come già accennato, è stata inaugurata proprio l’8 marzo e rimarrà aperta fino al 28 giugno 2015 al Palazzo del Governatore di Parma. L’esposizione, come sostengono i curatori (Annamaria Andreoli, Elena Fontanella e Cosimo Damiano Fonseca), vuole essere un omaggio alla maternità, dall’antichità ai giorni nostri, e un viaggio nella storia dell’arte e nella storia dell’immagine della donna. “La Madonna della Misericordia – spiega la dottoressa Barbara Mastrocola, curatrice delle collezioni civiche – ha sempre evocato il nome di Piero della Francesca per le affinità formali con la celebre tavola centrale dipinta per il polittico di San Sepolcro, ed è esposta a Parma insieme a opere di Tiepolo, Veronese, Correggio, Rosso Fiorentino, fino a Hayez, Lucio Fontana, Michelangelo Pistoletto, Willy Verginer, Max Kuatty. La nostra opera, con l’imponente figura della Vergine che apre il mantello sotto il quale compaiono, genuflesse, due schiere di devoti, rappresenta in modo emblematico l’aspetto della madre misericordiosa: come una madre protegge amorevolmente la prole, la Mater Dei accoglie in grembo coloro che hanno vissuto nella grazia, per garantire un destino di salvezza alla loro anima”.
La mostra inaugurata domenica scorsa a Parma si propone infatti di esplorare l’aspetto sacrale e archetipico della maternità e il suo ruolo fondamentale nella cultura mediterranea attraverso una selezione di capolavori archeologici e artistici con opere, provenienti da oltre 70 importanti musei e collezioni italiane, assicurate per circa 100 milioni di euro di valore.
Il racconto, creato dai capolavori di ogni epoca sul tema del grande mistero della maternità, è dunque al centro di un’esposizione che, attraverso 170 opere, si interroga su quanto il valore della procreazione e la responsabilità della crescita abbiano rappresentato e continuino a rappresentare nella vita di ogni essere umano. Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso i simboli della maternità, in quel territorio dove il pensiero incontra la tecnica, i colori, il disegno e in cui nulla deve avere limiti, creando uno spazio in cui il visitatore possa ritrovare la propria profonda ed esclusiva interpretazione.
