“Il ragazzo e l’altopiano” al Matelica Festival
In un libro la storia di un’Italia scomparsa. A palazzo ottoni sabato alle 17.30 la presentazione

Sabato (dalle ore 17.30) per Matelica Festival nella sala Boldrini di palazzo Ottoni, si presenta “Il ragazzo e l’altopiano” (Ilari editore): è la storia, scritta da Maurizio Verdenelli sul sindaco che divenne ‘il più famoso d’Italia’ a cavallo di due millenni a causa del terremoto umbro-marchigiano del ’97. Un libro dunque anche e soprattutto su quella calamità epocale che coinvolse due regioni e città come Matelica, Fabriano, Camerino, Foligno, Nocera Umbra ed Assisi. Era necessario tuttavia tirar fuori dagli archivi un evento che ancora terrorizza? Sì, anche indispensabile. Per ricordare e ricordarci un’Italia che sarebbe prestissimo scomparsa. Infatti fu quella l’ultima volta che il Paese si dimostrò unito, generoso, solidale ed onesto. Unito perché in aiuto dei ‘terun’ del centro vennero i leghisti ‘puri e duri’ con in testa il senatur Cesarino Monti da Lazzate, il ‘sindaco’ dei concorsi padani. Che, con la sua famiglia, trascorse il Natale ’97 nelle tendopoli di Serravalle a fianco del sindaco socialista, Venanzo Ronchetti e del suo ‘popolo’ atterrito. Generoso, perché ci fu una corsa ‘ad adiuvandum’ da parte di tanti comuni di ogni regione, istituzioni, personaggi pubblici (nello sport tre miti: Marco Pantani, Franco Baresi ed Andrea Zorzi) privati ed imprenditori -a cominciare da Diego Della Valle che costruì a sue spese un palasport, continuando con la Lube il cui contributo servì a realizzare un campo di calcio. Solidale perché lo Stato intervenne presto e poi nel tempo con le sue più alte cariche attraverso tre Presidenti della Repubblica (Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano), due premier (Romano Prodi e Massimo D’Alema) e tanti ministri a cominciare dal sottosegretario alla Protezione Civile, l’ottimo prof. Franco Barberi. Nell’elenco c’è anche un papa, san Giovanni Paolo II, che sarebbe andato nei container a spezzare il pane degli ‘ultimi’. Ed inoltre gli amministratori pubblici di due Regioni e tre Province: tutti si diedero da fare con entusiasmo e lealtà per la rinascita di un territorio ferito a morte. Una ricostruzione pressoché perfetta, da record italico: a distanza di 17 anni manca solo il 10% di quello che era stato previsto. Una ricostruzione realizzata senza corruttele: altro record nazionale.
Con Ronchetti e Verdenelli altri testimoni d’eccezione sono atetsi alla Sala Boldrini. Il giornalista Mauro Grespini, inviato del ‘Carlino’ sui luoghi del terremoto, il fotoreporter Guido Picchio che commosse con i suoi reportage finiti nelle prime pagine anche dei grandi giornali esteri e l’ing. Roberto Ronci, protagonista del ‘risanamento’ di Matelica post sisma. Con loro il sindaco Del Priori e il presidente del Consiglio comunale, Casoni che hanno voluto fortemente l’iniziativa.