Testimoniano trans e prostituta:
“Minacce e botte se guadagnavamo poco”

CIVITANOVA - Imputato un tassista di 54 anni. Al processo nel corso di una testimonianza è venuta fuori la presunta vicenda di un trans che sarebbe morto senza ricevere soccorsi. Per fare chiarezza il pm ha trasmesso gli atti in procura (GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA)

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"La mia vita da trans a Civitanova". La testimonianza in un video di Cronache Maceratesi dell'ottobre 2013

“La mia vita da trans a Civitanova”. La testimonianza in un video di Cronache Maceratesi dell’ottobre 2013

 

di Gianluca Ginella

«Pretendeva da noi parecchio denaro ogni settimana, se non lo pagavamo ci minacciava, a volte ci ha fatto picchiare» questa la testimonianza resa da una trans questa mattina nel corso di un processo che si sta svolgendo al tribunale di Macerata e in cui è imputato un tassista che vive a Civitanova, Walter Edoardo Diaco, 54 anni accusato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Nel corso dell’udienza il trans ha raccontato di una sua amica, anche lei trans, che sarebbe morta a causa di un malore e di aver chiamato l’imputato per chiedere aiuto e contattasse un medico, ma l’uomo, a detta della testimone, non avrebbe fatto nulla. Per chiarire questo episodio, che non viene contestato nel capo di imputazione ed è emerso oggi in udienza (e tutto da accertare) il pm Rosanna Buccini ha trasmesso gli atti in procura per capire cosa sia accaduto e chi sia la persona che la testimone dice essere morta (ha detto che il fatto è avvenuto nel 2012 a Civitanova). Oltre a questo ha raccontato che doveva pagare diverse centinaia di euro ogni mese all’imputato che le forniva la casa e le trovava i clienti. Sempre oggi è stata sentita anche una ragazza, straniera, che ha detto che nel 2012 aveva iniziato a prostituirsi ed era stato allora che aveva incontrato l’imputato: «all’inizio era stato come un padre per me, mi ha aiutata, mi ha anticipato i soldi per l’iscrizione sul Corriere annunci e per la casa. Dopo però pretendeva un sacco di soldi, se non lo pagavamo ci minacciava, a volte ci ha fatto picchiare». All’imputato viene contestato di aver dato in affitto tre appartamenti a due prostitute e ad un trans, chiedendo un affitto di gran lunga maggiorato, dice l’accusa, rispetto al valore di mercato. Nel capo di imputazione si dice che avrebbe affittato due alloggi del Bed & breakfast Berta di via Piceno, a Civitanova, a due donne straniere che avrebbero usato quei locali per prostituirsi. E gli viene contestato di aver affittato una terza casa, in quel caso in via Molise, sempre a Civitanova, alla trans che ha testimoniato oggi. Per le case di via Piceno, dice l’accusa, l’uomo avrebbe percepito 1.400 euro mensili. Mentre per la casa di via Molise 3-400 euro al mese. Queste le contestazioni, che l’uomo respinge con forza. Lui sostiene di essersi limitato a dare in affitto le case, ma di non avere nulla a che fare con fatti di prostituzione.

L'avvocato Alessandro Brandoni

L’avvocato Alessandro Brandoni

Al processo è difeso dall’avvocato Luisa Di Ruscio, che all’udienza preliminare aveva chiarito: «Per il mio cliente questa è una persecuzione. Non ci sono prove a sostengo delle accuse. Il problema sorge dal fatto che aveva detto ad una delle persone a cui affittava le case che doveva andare via, ma questa non voleva andarsene. In seguito lo ha accusato dei fatti che ora gli vengono contestati». La trans e l’altra donna che ha testimoniato oggi al processo sono parti civili, assistite dall’avvocato Alessandro Brandoni.

(GUARDA LA VIDEO-TESTIMONIANZA)


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