La mamma di Elia: “La sua morte
è un fatto che parla alle persone”
Il papà: “Stava bene, so che è in cielo”

MACERATA - I genitori del 12enne morto mentre giocava a rugby ricordano il figlioletto: "Sensibile e vivace come un tornado". Il racconto dell'allenatore: "Diceva di avere un dolore allo sterno, aveva un fiatone tale che pareva avesse l'asma. Poi ha iniziato a tremare". Il funerale si dovrebbe tenere mercoledì, dopo l'autopsia. Non ci sono indagati. Il Coni chiede controlli più approfonditi
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Il carro funebre porta via il 12enne morto durante la partita a Villa Potenza

Il carro funebre porta via il 12enne morto durante la partita a Villa Potenza

Elia Longarini

Elia Longarini

 

di Gianluca Ginella e Marina Verdenelli

«Non chiamatela tragedia, quello che è successo a nostro figlio Elia, visto con l’occhio della fede, è un fatto. Un fatto che parla alle persone. Siamo convinti che la sua morte servirà a fare del bene e che ora lui è in cielo». Cristina Guazzaroni, 40 anni, la mamma di Elia Longarini il 12enne  maceratese morto ieri mattina mentre giocava a rugby sul campo di Villa Potenza per un malore improvviso (leggi l’articolo), è seduta a casa della suocera, circondata dall’affetto dei suoi familiari e da quello di suo marito Giorgio, 43 anni.

Gli altri due figli, il gemello di Elia, e la bambina più piccola, di 9 anni, sono da altri parenti, per farli stare lontani, se possibile, dal dolore di quella morte così improvvisa. Ma quello che è successo ad Elia non è senza un motivo secondo i genitori «fa parte del disegno di Dio, in visione della fede e dello spirito posso dire che è stata la volontà di Dio. E’ un dolore per me e per la mamma ma abbiamo la speranza, la certezza che nostro figlio sia in cielo» dice il papà del 12enne. Intorno a loro, mentre raccontano di quel ragazzino vivace («un tornado»), ci sono i parenti, c’è la nonna di Elia, Alba Orfini, ci sono le telefonate, le visite di parenti, di altri fedeli che come loro stanno seguendo il percorso neocatecumenale. Tutto questo succede in un appartamento di via Verga, in un punto decentrato del quartiere di Collevario di Macerata, lì abita la nonna di Elia. Lì c’è il dolore infinito e una speranza ugualmente infinita, a controbilanciarlo. Tante le testimonianze d’affetto, a cominciare da quella del sindaco di Macerata Romano Carancini, «che ringraziamo – dice il papà –, come ringraziamo il vescovo. Abbiamo ricevuto le testimonianze di tantissime squadre di rugby che hanno mandato mail da tutta Italia, ha scritto anche la Federazione italiana di rugby. Sentiamo il sostegno dei nostri fratelli neocatecumenali che ci sono vicini, tutti sono venuti a trovarci». Il papà era al campo, ieri, quando il figlio, che giocava ala nelle fila della Amatori rugby di Macerata si è sentito male: «ho visto che usciva dal campo, che si sedeva e che poi lo stendevano in terra e gli sollevavano le gambe. Ma queste cose preferiscono non ricordarle» dice Giorgio Longarini.

Il banco di Elia a scuola

Il banco di Elia a scuola

Ricorda invece «un ragazzetto tanto sensibile, dolce», che frequentava la seconda D della media Dante Alighieri dove oggi gli studenti hanno riempito il suo banco di fiori e lettere (leggi l’articolo), e che «stava bene, non aveva problemi e non ci spieghiamo il malore che ha avuto. Lui aveva una grande passione per la tecnologia, per computer e cellulari. Era indeciso su cosa fare da grande se l’informatico o lo sportivo». Come i suoi genitori, Elia seguiva il percorso neocatecumenale. Inoltre a volte frequentava, insieme allo zio, l’associazione I nuovi amici, che aiuta ragazzi diversamente abili che lui chiamava «i ragazzi speciali». Vivace e sempre attivo, Elia «nella squadra di rugby stava bene, perché i valori del rugby sono anche quelli della nostra famiglia» continua il papà.

Anche uno zio ha parole per lui. «Un giorno gli ho chiesto perché aveva scelto di giocare a rugby – racconta Claudio Orfini, fratello della nonna Alba – e lui mi rispose perché gli dava gioia e perché era lo sport più bello di tutti. Gli dava soddisfazione e mai ci avrebbe rinunciato. Era anche molto attento alle persone che aveva vicino, agli amici. Gli piaceva guardare i film che puntualmente mi raccontava». «Elia era un bambino raffinato – continua lo zio – s’interessava di tutto, non stava mai fermo, sempre in movimento. Era la vita fatta persona, non si perdeva un minuto della sua giornata sempre piena di cose da fare». Il fatto accaduto ad Elia ha colpito profondamente anche il suo allenatore, Giampaolo Ronconi, presente alla partita ieri mattina: «Elia si metteva in gioco, pur non essendo tra i più bravi, si trovava bene nel gruppo, questo era importante. Subito dopo il fatto, il padre mi ha confermato che Elia si trovava benissimo, che era contentissimo di stare lì sul campo con noi». Poi racconta i tragici momenti del malore.

La polizia al campo da rugby di Villa Potenza dopo l'accaduto

La polizia al campo da rugby di Villa Potenza dopo l’accaduto

Elia stava giocando quando «Mi ha detto che non si sentiva bene, che era affannato che aveva il respiro pesante – dice Ronconi -. Allora gli ho detto “Ok, esci, vai n panchina”. Aveva un gran fiatone, pareva quasi asma. Ha detto che aveva un dolore al livello dello sterno, al centro del torace. Le dottoresse che erano in panchina hanno cercato di fargli passare il fiatone. Poi da lì la situazione è un degenerata, ha avuto spasmi, sembrava un attacco epilettico, per cui lo abbiamo messo a terra, cercando di farlo rinvenire. Nel frattempo abbiamo chiamato il 118. Le dottoresse cercavano di mantenergli le vie aeree aperte. Come è arrivata l’ambulanza, contemporaneamente ha avuto l’arresto cardiaco e hanno iniziato il massaggio ma non sono riusciti a farlo riprendere». Al momento gli allenamenti della squadra sono sospesi, almeno fino a giovedì, in attesa del funerale. Per quel giorno la mamma ha scelto i vestiti che tanto piacevano ad Elia, con quelli verrà vestito per il funerale, per farlo contento ancora una volta. Tra questi le sue scarpe da tennis preferite che amava portare con il lacci sciolti seguendo la moda di tanti ragazzini della sua età.

Il funerale non è stato ancora fissato (ma dovrebbe tenersi mercoledì alle 15 in duomo a Macerata), in attesa dell’autopsia, che sarà eseguita domani mattina dalla medico legale Loredana Buscemi, chiamata dal pm Luigi Ortenzi perché accerti le cause della morte di Elia. Al momento non ci sono indagati. Il pm ha fatto acquisire tutta la documentazione della società in merito alle visite mediche sostenute dal 12enne per svolgere l’attività agonistica. Le visite, in base agli accertamenti svolti dagli inquirenti, sono regolari. Per comprendere cosa abbia stroncato Elia verranno svolti anche accertamenti su visite mediche e pediatriche passate, per capire se avesse patologie che potevano essere accertate.

Il campo da rugby dove Elia ha avuto il malore a Villa Potenza

Il campo da rugby dove Elia ha avuto il malore a Villa Potenza

Sulla vicenda interviene anche il Coni delle Marche che sottolinea l’importanza di istituire visite mediche gratuite per gli atleti fino a 18 anni e visite più approfondite. «Siamo impegnati – spiega il presidente Fabio Sturani – affinché in tutta la regione sia garantita la visita medica sportiva gratuita per gli atleti under 18 sia nelle strutture pubbliche sia in quelle private convenzionate. Visite che dovrebbero essere fondamentali non solo per i giovani che fanno sport, ma per chiunque pratichi attività sportiva. Sempre più importante appare però fare screening più approfonditi – continua Sturani – per valutare lo stato di salute degli atleti. Dovremo riflettere con la Federazione medico-sportiva sulla necessità di introdurre ulteriori accertamenti medici in grado di verificare  condizioni di salute specifiche dei giovani sportivi». Sturani, poi, si rivolge alla famiglia di Elia: «Siamo profondamente colpiti dalla tragedia accaduta a Macerata. Siamo vicini alla famiglia ed alla società sportiva. Siamo increduli per quanto accaduto, nonostante Elia fosse in regolare possesso della certificazione medica di idoneità sportiva agonistica, obbligatoria ed indispensabile per i ragazzi che praticano sport in maniera agonistica».

«E’ indispensabile introdurre un più approfondito sistema di controllo e prevenzione che consenta riscontri oggettivi sulle condizioni fisiche dei giovani atleti – dice il vice presidente della commissione regionale Salute Giacomo Bugaro (Fi) -. Le Marche devono diventare una regione pilota, elevando gli standard preventivi ai massimi livelli scientifici’». Bugaro presenterà una proposta in materia in Commissione.

 



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