Minacce a Saltamartini,
il sindaco testimonia in aula
CINGOLI - Il primo cittadino ha confermato l'episodio, aggiungendo però che non nasceva da una richiesta di lavoro. Imputato il 59enne Ezio Innamorati. La difesa: "Accuse ridimensionate"
Minacce al sindaco di Cingoli Saltamartini: sentito in aula il primo cittadino. Imputato il 59enne Ezio Innamorati. I fatti che gli vengono contestati al tribunale di Macerata (pm Francesca D’Arienzo), risalgono al 23 ottobre del 2009. Secondo l’accusa quel giorno Innamorati sarebbe entrato nell’ufficio del sindaco di Cingoli per chiedere un lavoro. Poi però lo avrebbe minacciato puntandogli un pugno e gli avrebbe detto una frase come: «sono stato 10 anni in galera e quelli come te fanno una brutta fine, queste mani hanno sfasciato non sai quante facce come la tua». Oggi il sindaco Filippo Saltamartini ha testimoniato in udienza. «Quel giorno Innamorati era venuto nel mio ufficio, ma non chiedeva un lavoro, ci furono le minacce ma si trattava di uno sfogo perché non riusciva a trovare una occupazione».
Saltamartini ha inoltre detto che valuterà se ritirare la querela. Sentito anche l’imputato, accusato di minacce a pubblico ufficiale. Anche il 59enne ha detto che quella mattina non era andato a chiedere un impiego al sindaco. «Oggi la vicenda è stata ridimensionata» dice l’avvocato Gian Luigi Boschi, che difende Innamorati, al termine dell’udienza. Il processo è stato poi rinviato per la sentenza.
(Gian. Gin.)

