Colpo di scena sul palco
Estintore svuotato su una donna
E’ un’attrice
CAMERINO - Applausi per Pierfrancesco Favino ieri sera al teatro Marchetti

Il cast di “Servo per due”
di Monia Orazi
Emozioni a fior di pelle al teatro Marchetti di Camerino. Soprattutto quando una donna si è vista scaricare un estintore addosso per poi essere allontanata dal palco. Un colpo di scena che sembrava vero ma in realtà la protagonista era un’attrice. Lo spettacolo ha fatto il tutto esaurito. In scena Pierfrancesco Favino, protagonista e regista insieme a Paolo Sassanelli, di “Servo per due”, tre ore di recitazione brillante ed applausi scroscianti a scena aperta. Tantissime le donne presenti, richiamate dalla fama di un attore noto per le sue interpretazioni romantiche ed esistenziali in numerosi film e fiction, che ieri sera ha offerto se stesso in una veste inedita. Favino si è presentato in scena come un moderno burattino, in bilico tra le performance dell’avanspettacolo, complici i quattro musicisti dell’Orchestra del Ripostiglio, con un comicità che strizza l’occhio a Macario ed al suo teatro di rivista. Monologhi, improvvisazioni, motivetti come “Mille lire al mese”, “Ma le gambe” e la canzone finale “Baciami piccina”, equivoci, piccoli colpi di scena uno dopo l’altro, hanno dato allo spettacolo un ritmo incalzante, fermato soltanto dagli applausi e dalle risate del pubblico.

Il monologo di Pierfrancesco Favino
Protagonisti anche due uomini del pubblico, chiamati da “Pippo” Pierfrancesco Favino, a sollevare un baule. Invidiata da molte, anche la donna chiamata dal protagonista per nascondere gli avanzi del pranzo in scena, Susanna Valentini, che poi viene liquidata dalla scena, prima con un getto d’acqua, poi sommersa dalla schiuma dell’estintore. «Sospendiamo perché qui una persona si è fatta male», dice a volte alta il furbo e svampito servitore Pippo. E’ soltanto una scusa per la pausa tra il primo ed il secondo atto. Alla fine Susanna compare nella scena finale con tutti gli attori che ballano sulle note di “Baciami piccina”, con maestria e leggerezza tale da far supporre che sia componente dello staff di scena. Tanti i richiami alle Marche, a partire da una gag con una signora del pubblico, che dal primo ordine di palchi offre all’affamato Pippo un bacio Perugina, poco prima Favino aveva chiesto “i vincisgrassi”. Altra allusione, quando l’amata di Pippo si trova a dover scegliere tra due settimane in Costa Azzurra e tre giorni di sesso sfrenato a Senigallia. Favino che rilegge il testo del comico inglese Richard Bean, trasporta la storia di un servo smemorato e pasticcione nella Rimini del 1936, ben resa da una suggestiva scenografia che richiama il Lido Rivazzurra, sullo sfondo il mitico Grand Hotel e le atmosfere care a Federico Fellini, che riecheggiano anche in alcune scene ambientate in un’atmosfera di lucido sogno notturno, tipica dei suoi film.
Lo spettacolo è un inno all’arte italiana di arrangiarsi, un omaggio alla spontaneità e leggerezza degli anni Trenta, un esperimento riuscito di trasposizione di un testo classico come “Arlecchino servitore di due padroni” di Goldoni, nella contemporaneità, per una rappresentazione ricca di citazioni e rimandi anche al metateatro, con una trama in cui l’equivoco, lo scherzo, le gag sono tutte unite dal filo conduttore dell’amore che trionfa. Grande l’affinità tra il gruppo di attori “Denny Rose” e Favino, una ventina di scanzonati e irriverenti comici, tra cui ci sono volti noti al pubblico televisivo, come Stefano Pesce. Lo spettacolo sarà nelle Marche sino a lunedì, oggi e domani al Ventidio Basso di Ascoli, dal 13 al 15 al Rossini di Pesaro e lunedì 16 al Pergolesi di Jesi. Dopo lo spettacolo gli attori hanno incontrato il pubblico nel foyer del teatro Marchetti, lasciandosi immortalare in numerosi scatti e concedendo autografi ai fans.

Favino con le mascherine


