Sanità, cresce la mobilità passiva:
+ 14.2% nel primo semestre

La denuncia della Cisl: "La Regione spenderà, in mancanza di interventi, oltre 33 milioni di euro"

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Luca Talevi

Luca Talevi

Il ricorso alla mobilità passiva nelle Marche è cresciuto, nel corso del primo semestre del 2014, del 14,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: risultato che, “di fronte a una mancanza di interventi nella seconda metà dell’anno”, porterà la Regione Marche probabilmente a spendere più del 2013, andando oltre la cifra di “33 milioni di euro”. E’ quanto denuncia la Cisl Marche, esaminando i dati del ministero della Salute. Su un totale di 72.187 ricoveri per acuti in regime ordinario, 8.139 (11.6%) sono relativi a pazienti provenienti da altre regioni e ben 10.283 (14.2%) sono stati i marchigiani che sono andati a curarsi in altre regioni: in Emilia Romagna (5.563), Lombardia (1.196) e Umbria (891). Il saldo negativo per la mobilita’ passiva e’ stato di 2.144 unità. “Questi dati – ha dichiarato Luca Talevi, segretario di Fp Cisl Marche -, sia pur relativi a un semestre dicono che la sanità marchigiana è con i conti a posto, ma non solo attrae pochi cittadini da fuori regione: porta sempre più marchigiani a curarsi altrove, con relativi costi per il bilancio regionale”.


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