Protesta per l’ospedale
Saltamartini ricevuto in Regione
CINGOLI - Una delegazione dell'amministrazione comunale con in testa il sindaco del Balcone delle Marche ha incontrato il presidente Gianluca Busilacchi. Sottolineata la necessità di una riorganizzazione del sistema del pronto soccorso, con l’impiego nell’ambulanza di un medico h24, e l’avvio di un reparto di lunga degenza all’interno dell’ospedale montano con 30 posti letto
La commissione Salute ha ricevuto una delegazione della giunta comunale di Cingoli con il sindaco Filippo Saltamartini. Nel corso della seduta ha incontrato i rappresentanti istituzionali del comune montano che hanno sottoposto ai commissari una serie di problematiche relative all’assistenza sanitaria nel territorio, sottolineando in particolare la necessità di una riorganizzazione del sistema del pronto soccorso, con l’impiego nell’ambulanza di un medico h24, e l’avvio di un reparto di lunga degenza all’interno dell’ospedale di Cingoli con 30 posti letto. Il presidente Gianluca Busilacchi, preso atto di queste richieste, ha annunciato la programmazione di un incontro dedicato al tema di tutta la rete “emergenza-urgenza” a livello regionale.
(Redazione CM)

Sia in Consiglio regionale, sia come cittadino che vive nel territorio maceratese, ho verificato che l’organizzazione sanitaria della nostra provincia è disastrosa, fatta non per tutelare la salute dei cittadini ma per esigenze di contabilità accompagnate da quelle di consenso elettorale per il PD con i 20.000 dipendenti dell’ asur, la più grande azienda della regione. I pronto soccorso sono a livello di terzo mondo per tempi di attesa (anche 24 ore per codici gialli che dovrebbero avere per legge attesa zero o minima) e per condizioni assurde dell’attesa: barelle nei corridoi o in grande quantità nelle cosiddette “stanze di osservazione”. Basta vedere i pronti soccorso di Macerata e Civitanova….per chi ha avuto la sfortuna di doverci andare, soprattutto la notte e nel fine settimana. Completamente svuotati di fatto gli ex ospedali minori, tipo Recanati, in attesa di fantomatiche “casa della salute” che non arrivano mai e nemmeno è ben chiaro cosa dovrebbero essere. Non parliamo poi di quanto occorre attendere per una visita specialistica o un esame particolare: talvolta anche più di una anno. Ma se puoi pagare, la puoi fare dopo pochi giorni, con la stessa struttura, le stesse attrezzature e con lo stesso medico col quale avresti invece dovuto aspettare più di un anno con il servizio pubblico. Questa è l’insana sanità che ci ha dato il PD con suo assessore regionale Mezzolani. La comunità di Cingoli poi chiede solo di avere un medico specializzato sulle ambulanze anche la notte, solo per non morire, come invece è accaduto già a due persone di Cingoli in questi ultimi mesi. Inoltre è necessario che le 2 ambulanze di Cingoli, che peraltro devono raggiungere il pronto soccorso di Jesi, abbiano le quattro ruote motrici, visto che operano in montagna, in inverno con la neve.