Imu sui terreni agricoli
Risparmiati 36 comuni

IMPOSTE - Il decreto legge del 24 gennaio scorso prevede nuove disposizioni, migliorative rispetto al decreto originario che determinano l'esenzione. Il sindaco di San Severino Cesare Martini: "Alla fine siamo riusciti a spuntarla"

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terreno agricoloBuone notizie per molti agricoltori dei comuni dell’entroterra maceratese sollevati dall’onere dell’Imu sui terreni agricoli. Il decreto legge del 24 gennaio scorso prevede nuove disposizioni, migliorative rispetto al decreto originario che stabiliscono che l’esenzione dall’imposta per terreni agricoli di comuni classificati come totalmente montani, come da elenco Istat. In provincia quindi il provvedimento riguarderà 36 Comuni montani Acquacanina, Apiro, Belforte del Chienti, Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo di Fiastrone, Castelraimondo, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Colmurano, Esanatoglia, Fiastra, Fiordimonte, Fiuminata, Gagliole, Gualdo, Matelica, Monte Cavallo, Monte San Martino, Muccia, Penna San Giovanni, Pievebovigliana, Pieve Torina, Pioraco, Poggio San Vicino, Ripe San Ginesio, San Ginesio, San Severino Marche, Sant’Angelo in Pontano, Sarnano, Sefro, Serrapetrona, Serravalle del Chienti, Ussita e Visso. Nei 4 comuni parzialmente montani di Cingoli, Loro Piceno, Tolentino e Treia invece l’imposta dovrà essere pagata solo dai possessori di terreni agricoli non coltivatori diretti. “L’Imu sui terreni agricoli è ingiusta – dice Andrea Passacantando, presidente Copagri Macerata – perché l’agricoltura si trova a pagare la necessità di fare cassa per altri settori e non per proprie colpe. Toccare in questo momento un settore strategico come l’agricoltura, che dà lavoro ed è in continua crescita, sembra una scelta che penalizza tutto il comparto”.

Cesare Martini, sindaco di San Severino

Cesare Martini, sindaco di San Severino

Una vittoria per quei Comuni riconosciuti come totalmente montani (3.500 in tutta Italia) tra cui San Severino, che ha rischiato grosso data l’altezza della sede del municipio inferiore alla quota di 235 metri fissata dal precedente decreto per discriminare i centri soggetti all’imposta da quelli esenti (leggi l’articolo). “Grazie a una serie di interventi da parte delle amministrazioni locali, dell’Anci nazionale e regionale, delle associazioni di categoria – sottolinea il sindaco, Cesare Martini – alla fine siamo riusciti a spuntarla. Il Consiglio dei Ministri finalmente ha adottato i nuovi attesi criteri prevedendo esenzioni che non penalizzano più i terreni montani e le aree interne dove è veramente difficile tirare avanti certe attività che, invece, sono veramente importanti e presidio unico e insostituibile del territorio. In base ad un confusionario decreto del novembre dello scorso anno quello di San Severino rientrava nell’elenco dei Comuni italiani, dove l’Imu era dovuta essendo la casa comunale collocata a un’altitudine di 235 metri. Grazie al nuovo decreto è stato però cancellato l’obbligo di pagamento”.


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