Ambulanze senza medico, gli infermieri:
“Manovre di soccorso adeguate”

CINGOLI - Il presidente dell'Ipavsi, Sandro Scipioni, replica alle critiche mosse in seguito alla tragica fine di Benito Marinsalti: "La morte dei pazienti non ha alcuna relazione con le modalità di soccorso. Nessuna carenza del 118". Il consigliere regionale Enzo Marangoni: "Cingoli necessita una diversa organizzazione del sistema dell'emergenza e di un vero pronto soccorso"

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ambulanza_notte«Nessuna relazione con la morte dei pazienti, gli operatori del 118 hanno svolto tutte le manovre di soccorso necessarie». Così Sandro Scipioni, presidente del collegio Infermieri professionali assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia (Ipasvi) di Macerata, interviene sulle critiche, fatte dal sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, per la mancanza di un medico, dopo le 20, sulle ambulanze in servizio nel Balcone delle Marche. Le polemiche si sono riaccese dopo la morte di Benito Marinsalti, l’85enne soccorso giovedì notte da un’ambulanza dove, appunto, mancava il medico. C’erano due infermieri, che, comunque, hanno avuto la prontezza di rianimare l’anziano (che è morto la mattina di venerdì all’ospedale di Jesi). Una tragica vicenda che segue quella di Luisa Capomagi (leggi l’articolo). Dopo la morte di Marinsalti, il sindaco Saltamartini ha annunciato proteste serrate in Regione (leggi l’articolo).

«Si ripetono in questi ultimi mesi alcuni episodi in cui la morte di persone soccorse viene ricondotta alla carenza del servizio 118 – dice Scipioni – ed in particolare all’assenza del medico sull’ambulanza di emergenza. Questo sta comportando gravi disagi per tutti coloro che operano nel 118 che ogni volta si vedono messi sotto accusa come se ai pazienti soccorsi non fossero assicurate le migliori prestazioni e se la morte fosse dovuta a delle carenze. A tal proposito vogliamo chiarire: nei casi finiti sulla stampa, la morte dei pazienti non ha alcuna relazione con le modalità di soccorso, ma va ricondotta a gravi patologie; gli operatori del 118 (nei casi presi in considerazione un infermiere e un’autista) hanno effettuato con competenza tutte le manovre di soccorso necessarie; l’arrivo del medico successivamente all’intervento dell’ambulanza infermieristica è dovuto al semplice fatto che il modello organizzativo ovunque presente prevede una larga diffusione di mezzi di base ed una presenza di mezzi medicalizzati in numero inferiore a copertura di un territorio più vasto; questo modello organizzativo è presente in larga parte della nostra provincia e della regione Marche, è il modello organizzativo che in generale è adottato ovunque.

L'ospedale di Cingoli

L’ospedale di Cingoli

Non esiste nessuna carenza nel sistema 118 nella regione Marche: anzi è un sistema dotato di molti mezzi ed in particolare va messo in evidenza come sia dotato di molti mezzi medicalizzati (superiore agli standard nazionali). Semmai si voglia mettere in evidenza un problema nei servizi di emergenza questo riguarda i reparti di pronto soccorso dove spesso si formano lunghe code di attesa e soprattutto in queste settimane molte persone hanno subito disagi pesanti. Rispettiamo le richieste che le amministrazioni locali fanno, compresa la richiesta di avere un’ambulanza con la presenza del medico 118, 24 ore su 24. Tuttavia siamo meravigliati dell’utilizzo strumentale di fatti».

Enzo Marangoni, consigliere regionale di Forza Italia

Enzo Marangoni, consigliere regionale di Forza Italia

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere di Forza Italia Enzo Marangoni.

«Accuso fortemente la riforma dei pronto soccorso voluta dal Pd regionale: una riforma fallimentare. Come già evidenziato in una interrogazione del 5 dicembre scorso dedicata al caso di Cingoli, si delinea un quadro preoccupante per quanto riguarda gli ospedali minori. Nel caso di Cingoli è molto grave che il mezzo di soccorso non sia dotato, anche la notte, della presenza permanente di un medico sanitario professionale adeguatamente specializzato. Il territorio di Cingoli necessita, per la sua conformazione, di una diversa organizzazione del sistema dell’emergenza e di un vero e proprio pronto soccorso. Inoltre pare che le ambulanze del territorio di Cingoli non abbiamo nemmeno la trazione su quattro ruote motrici, cosa invece importante visto che devono operare in un territorio di montagna anche in condizioni climatiche invernali».


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