“Aiuto, mi ha violentata”:
estetista accusata di simulazione di reato

PORTO RECANATI - Una ragazza di 20 anni aveva chiamato il 112 dicendo di essere stata vittima di uno stupro. Ma per l'accusa si era inventata tutto

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Il tribunale di Macerata

Il tribunale di Macerata

Telefona ai carabinieri per dire di essere stata violentata: ma non era vero. Questo viene contestato ad una ragazza di 25 anni, di Osimo, che è finita sotto accusa per procurato allarme e simulazione di reato. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Raffaela Zuccarini, la ragazza, che lavora come estetista, circa trenta minuti dopo la mezzanotte del 18 agosto del 2013 avrebbe fatto una chiamata al 112 dicendo di essere stata imbavagliata con un sacchetto di plastica in testa e di essere stata violentata da uno straniero all’Hotel House di Porto Recanati. La donna aveva aggiunto che li avrebbe attesi vicino ad un bar. Ma quando i militari erano arrivati non avevano trovato nessuno. Dagli accertamenti, sempre secondo l’accusa, era emerso che la donna non era stata violentata ma era rimasta per tutto il tempo all’interno di un kebab. Da qui le contestazioni che le vengono fatte al processo che si è aperto oggi al tribunale di Macerata.

(Gian. Gin.)


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