Un sorriso che dà speranza per il futuro
CORRIDONIA- L'Avulss ha presentato il progetto di clown terapia finanziato dalla Banca della Provincia di Macerata

I ragazzi del Club del Sorriso

Silvia Marchionni, Ferdinando Cavallini e Silvana Marcolini
di Gabriele Censi
(foto di Lucrezia Benfatto)
Una carica di gioia da portare a casa uscendo da una banca. Non è usuale ma a volte accade e così è stato in occasione della presentazione del progetto “Animazione e sorriso per vincere l’emarginazione”. Protagonisti i volontari dell’Avulss di Corridonia che lo hanno messo in piedi grazie al finanziamento della Banca della Provincia di Macerata. Il direttore BprM Ferdinando Cavallini ha spiegato la decisione come conseguenza naturale della mission della banca: “Stare vicino al territorio e sostenere le cose che contano, quindi l’economia, la cultura, lo sport e le iniziative sociali. Abbiamo finanziato la formazione per i volontari dell’Hospice ed ora questa associazione meritoria che da oltre 30 anni opera nel sociale”.

Silvana Marcolini
Accanto a Cavallini tutti i responsabili dell’Avulss a partire dalla presidente Silvana Marcolini che ha raccontato un po’ della storia dell’associazione e le tante attività che svolge per i ragazzi disabili e gli anziani. Nella Rsa e nella casa di riposo, nel centro diurno il Cliclamino, a domicilio, nella comunità protetta e al Club del Sorriso. I ragazzi del club, che si riuniscono ogni sabato pomeriggio nei locali del centro sociale, erano anch’essi presenti ed hanno portato la loro testimonianza. Parole commoventi per raccontare un’esperienza che ha raggiunto un grande livello di condivisione tra loro stessi, i volontari e i genitori: “Siamo una grande famiglia -hanno detto -, il club è come una casa e tutti riescono a fare tutto nonostante le disabilità”. Alessandra Patacchini, responsabile del Club del Sorriso ha spiegato gli obiettivi: “Creare un ponte di relazioni tra i ragazzi in difficoltà e un mondo che è spaventato dalla diversità. Il progetto che sta partendo prevede dei laboratori basati su attività di clown terapia oggi riconosciuta come ramo della medicina che considera il riso come una risorsa in grado ci curare, prevenire e riabilitare, e valorizza la gioia come strumento da promuovere ed introdurre in tutti gli ambienti, in particolare in quelli in cui si soffre. Cercare di riconoscere, gestire e condividere le emozioni”. Un esempio chiaro in questo senso è arrivato questo pomeriggio nella sede della Banca di Macerata. Al termine del percorso ci sarà un work shop (tra giugno e settembre) in cui i ragazzi condivideranno l’esperienza vissuta.

Ferdinando Cavallini
Alla guida del progetto c’è l’esperienza della dottoressa Pippi, ovvero Silvia Marchionni che ha rimarcato che volontariato non significa mancanza di professionalità ma competenze messe al servizio degli altri: “In un momento di emergenza sociale e umana, l’emarginazione è tangibile, le associazioni suppliscono alle carenze dei comuni. L’Avulss investe sulla formazione, il percorso parte dal lavoro su se stessi. Si svolge in quattro punti: l’ascolto, prendere coscienza delle persone e della struttura che ci ospita; la fiducia, creare relazioni con una rete di solidarietà alla pari; l’energia, il sorriso come strumento per riattivarla perché sempre presente anche nelle situazioni più difficili; la trasformazione, portare fuori i risultati ottenuti”.
Sono intervenuti anche la vicepresidente dell’associazione Grazia Bellesi in veste di genitore e per i volontari Francesco Fioretti. Poi l’assessore di Corridonia Massimo Cesca ha espresso “un sentimento di gratitudine per l’attività dell’Avulss. Una speranza per il futuro”.



