Imu terreni agricoli, Martini:
“Il Comune un metro sotto il limite?
Lo spostiamo al castello”
Il sindaco di San Severino protesta chiamando in causa il presidente del Consiglio Renzi sulla tassa straordinaria. L'assessore Malaspina ha scritto al coordinatore nazionale della Commissione Politiche Agricole: "Provvedimento inaccettabile"

Cesare Martini, sindaco di San Severino
Dopo l’intervento preoccupato di Giampiero Feliciotti, commissario della comunità montana dei Monti Azzurri e di Assuero Zampini, presidente di Coldiretti, sul provvedimento del Ministero dell’Economia che rivede la tassazione Imu sui terreni agricoli (leggi l’articolo), pongono l’attenzione sull’argomento anche il sindaco di San Severino, Cesare Martini e l’assessore all’Agricoltura, Maura Malaspina. Il primo ha sottoscritto intergralmente una protesta di cui si è fatta carico anche l’Anci delle Marche, chiamando in causa il presidente del Consiglio Matteo Renzi.
«Lo Stato chiede agli agricoltori di pagare l’Imu perché il palazzo del Municipio è di un metro sopra il limite che classifica le altre realtà come Comuni montani? Bene, vorrà dire che porteremo la sede della casa comunale al Castello al Monte. In base ai nuovi criteri i terreni dei Comuni con altitudine compresa tra i 281 e i 600 metri saranno esenti solo se di proprietà di coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali. Per stabilire l’altitudine si è però deciso di tenere conto di quella della casa comunale. Ma per San Severino, caso quasi unico in Italia, i metri sul livello del mare variano se la misurazione la si prende a Castello al Monte oppure in piazza Del Popolo. Questo il metro, poi c’è il metodo: il pagamento di questa Imu “straordinaria”, perché non si pagava, andrebbe effettuato entro il 16 dicembre e retroattivamente anche per i mesi già trascorsi dal 1 gennaio 2014 versando in un’unica soluzione tutta l’imposta dovuta nell’anno perché ai tempi dell’acconto di giugno, in assenza del decreto attuativo, sono state seguite le vecchie regole. I parametri aggiungono follia alla follia. Oltre a mettere in difficoltà gli operatori di un settore, quello dell’agricoltura, già in crisi questa proposta evidenzia l’ingenuità del legislatore nazionale che non tiene per nulla conto delle reali condizioni del territori. Alla scadenza dei termini per il saldo Imu mancano ormai solo dieci giorni lavorativi e la concreta attuazione della norma rappresenterebbe l’ennesima deroga plateale allo Statuto del contribuente. Un bel problema per i proprietari e per i Comuni che, questa è una certezza, in base al decreto si vedranno tagliare il fondo di solidarietà in cambio di un nuovo gettito vergognoso, sia nei tempi che nei modi, e comunque tutto da recuperare».

Maura Malaspina
Un’azione significativa arriva anche da parte dell’assessore all’Agricoltura Maura Malaspina che ha scritto al coordinatore nazionale della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni, Fabrizio Nardoni. «Tale provvedimento è inaccettabile – si legge nella missiva di Maura Malaspina – e non tiene conto dell’impatto drammatico su un settore strategico e primario com’è quello dell’agricoltura, soggetto già al doppio rischio del mercato e delle condizioni climatiche e che ora si vede appesantita da un fardello fiscale. Questo decreto stroncherà gli sforzi fatti finora dai nostri imprenditori agricoli ed ogni accenno di ripresa del settore, inoltre con ogni probabilità renderà improduttivi i Piani di Sviluppo Rurale 2014-2020 faticosamente costruiti dalle Regioni insieme ai territori e alle organizzazioni di categoria. Pertanto chiedo che vengano valutate le varie esigenze delle diverse realtà regionali e giungere ad una posizione comune con l’obiettivo di chiedere al presidente del Consiglio dei ministri, ai ministri interessati di modificare il decreto in oggetto in modo da sancire l’esclusione dei comuni che finora hanno legittimamente tenuto indenni i terreni agricoli da ulteriori tassazioni».