Matrimoni gay, Sel:
“Macerata diventi città dei diritti”

Il coordinatore provinciale Michele Verolo interviene nel dibattito sulla trascrizione: "Incomprensibile il ritardo nell'attuare l'impegno deliberato dal Consiglio di regolamentare il registro delle unioni"
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arcigay agora (5)Da Michele Verolo, coordinatore Sel Macerata, riceviamo:

«Il dibattito sulla trascrizione dei matrimoni gay celebrati all’estero evidenzia, purtroppo, il grave ritardo del Comune di Macerata – come della quasi totalità dei comuni della provincia – sul tema dei diritti civili. Mentre è comprensibile – seppure non giustificabile in alcun modo – l’ostruzionismo di amministrazioni e amministratori di centro destra, lo è molto meno il ritardo con cui, a Macerata la maggioranza di centro sinistra sta dando seguito all’impegno formalmente deliberato dal consiglio, di regolamentare il registro delle unioni civili. Si tratterebbe, peraltro, di un primo passo, ben lontano, comunque, dal matrimonio omosessuale, già riconosciuto in molti Paesi europei e che solo il permanere di una cultura intollerante e retrograda ha impedito finora di introdurre nel nostro Paese. Ciò che rende ancor più inaccettabile l’attuale stato di fatto è che, per tante situazioni giuridiche, l’amministrazione pubblica riconosce la rilevanza delle unioni di fatto. Peccato che ciò avvenga solamente laddove c’è da limitare l’accesso a benefici di legge, come nel caso di sovvenzioni e agevolazioni di imposte, in cui rileva anche il reddito della persona convivente, seppur non sposata. In questo caso, come è evidente, lo Stato e le sue amministrazioni non si fanno scrupolo nel riconoscere la rilevanza giuridica delle unioni omosessuali.
L’ingiustizia, dunque, è nella situazione attuale, non nel riconoscimento (tardivo) di uguali diritti per le persone etero e omosessuali. E una amministrazione democratica e progressista deve connotarsi per una battaglia fondamentale sui diritti civili. In realtà, il ruolo dei Comuni nella difesa della persona appare, oggi, decisivo, per le tante situazioni in cui la persona vede, incomprensibilmente in uno Stato laico, compressi i propri diritti.
Occorre proporre con forza, in vista dell’ormai prossimo dibattito elettorale, l’idea di Macerata ‘Città dei Diritti’. Non solo il registro delle unioni civili con l’estensione alle coppie di fatto delle misure per il sostegno al reddito; ma anche il testamento biologico, lo sportello per la consulenza per la fecondazione eterologa e, infine, la sala del commiato, un luogo dignitoso in cui, chi lo desidera, possa ricevere un ultimo saluto senza dover accettare la presenza di simboli di una fede



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