«Non bisogna aspettare la fine dei lavori
per parlare del futuro del Centro fiere»
MACERATA - L'affondo del Pd che rivendica la paternità della riqualificazione dell'opera: «I tempi così lunghi rappresentano un problema. Basti pensare alla Raci che sarà difficile recuperare e rilanciare ai livelli raggiunti prima della lunga interruzione»

Il Centro fiere di Villa Potenza
Il Partito Democratico di Macerata rivendica la paternità dei lavori del Centro fiere di Villa Potenza e rilancia: «completare l’intervento non basta se non si costruisce fin da ora un progetto per il futuro coinvolgendo il territorio e le sue realtà economiche e sociali».
La riqualificazione del Centro fiere nasce dal progetto O.R.T.I. – Occupazione, Rigenerazione, Territorio, Innovazione, presentato dalla giunta dell’ex sindaco Romano Carancini nel 2016 nell’ambito del bando nazionale per la riqualificazione delle periferie che consentì di ottenere oltre 12 milioni di euro di finanziamento statale, all’interno di un investimento complessivo di circa 16 milioni di euro.

«Si tratta di un investimento importante, reso possibile da quel lavoro amministrativo – sottolinea il Pd – ma dopo tanti anni i lavori non sono ancora conclusi. I tempi così lunghi rappresentano un problema, anche perché nel frattempo alcune delle principali iniziative fieristiche che utilizzavano quegli spazi hanno dovuto trovare altre collocazioni. Fra queste è d’obbligo ricordare la Raci, un evento economico e sociale di grande rilievo per il territorio, che sarà certamente difficile recuperare e rilanciare ai livelli raggiunti prima della lunga interruzione legata ai lavori. Il rischio è quindi che, quando la struttura sarà finalmente pienamente disponibile, una parte di quelle attività non sia più automaticamente recuperabile».
I dem lamentano anche una presentazione pubblica e ufficiale dell’intervento fatto al Centro fiere, «è necessario comunicare pienamente alla città e al territorio regionale le potenzialità della struttura. Un’infrastruttura di queste dimensioni deve essere conosciuta e proposta anche fuori da Macerata, se si vuole attrarre manifestazioni, imprese, investimenti e nuove iniziative». Per il Pd «occorre soprattutto valorizzare la funzione originaria del progetto, che andava oltre la sola attività fieristica, puntando su innovazione, nuove attività economiche, formazione e occupazione».

«È questa la direzione nella quale, anche oggi, dobbiamo guardare – continuano i dem -. Il Centro fiere può diventare un polo per l’innovazione e la tecnologia della Val Potenza, capace di mettere in relazione imprese, ricerca, formazione, Università e nuove iniziative imprenditoriali, mantenendo naturalmente una forte funzione fieristica, congressuale e per gli eventi». In questa prospettiva, il Partito democratico considera positiva la richiesta di maggiore coinvolgimento avanzata da Cna e Confartigianato, e ritiene anche necessario allargare il confronto a Università, Accademia, organizzazioni sindacali e agli altri soggetti del territorio.
«E c’è un altro elemento che riteniamo importante: il Centro fiere deve essere anche una risorsa per Villa Potenza. Le realtà economiche, sociali e associative del territorio che lo ospita devono essere coinvolte nella definizione delle attività e delle modalità di utilizzo degli spazi. Per questo – conclude il Pd – non bisogna aspettare la fine dei lavori per cominciare a discutere del futuro del Centro fiere. Il tempo che ancora manca alla piena operatività deve essere utilizzato per costruire un progetto condiviso, capace di trasformare un importante investimento infrastrutturale in una concreta opportunità di sviluppo, innovazione e lavoro per Macerata».
