«Cyrano de Bergerac»
conquista Porto Recanati

LA RECENSIONE - Si chiude la terza edizione del festival nazionale di teatro amatoriale "La Torre che ride". Cinque le compagnie partecipanti selezionate in tutta l'Italia. Ad aggiudicarsi il premio per il secondo anno consecutivo la compagnia "Il Ronzinante" di Merate con la celebre commedia di Edmond Rostand

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torre che ride

Alessandra Mattioli e Diego Fusari

di Walter Cortella

E anche la terza edizione del festival nazionale «La Torre che ride» di Portorecanati appartiene ormai   alla storia. Domenica scorsa, infatti, all’arena «B.Gigli» sono stati assegnati i premi messi in palio dagli organizzatori della riuscita manifestazione teatrale, alla presenza di un folto e fedele pubblico che ha fatto sentire la sua calorosa presenza nel corso di un’intera settimana dedicata al teatro brillante. La «Notte delle Torri» è stata condotta, come al solito, dal duo Paola e Stefano Cosimi, alla presenza dell’assessore al Turismo di Porto Recanati Italo Carletti e di Federica Bernardini,  presidente della Fita Marche, la federazione che riunisce la maggior parte delle compagnie   amatoriali italiane. Alla competizione, che ha vivacizzato quest’inizio di stagione balneare, hanno partecipato cinque compagnie selezionate da un’apposita commissione.

La kermesse  portorecanatese ha preso l’avvio con l’esibizione fuori concorso della C.f.d. di Macerata che ha messo in scena “Il mistero dell’assassino misterioso”, divertente commedia scritta a quattro mani da Lillo & Greg, diretta e interpretata da Fabio Campetella e il suo cast, composto da Paola Cosimi,  Daniela Treggiari, Franco Bury, Maurizio Trionfetti e lo stesso Stefano Cosimi, patron del Festival.   Lo spettacolo, ormai ben rodato dopo svariate repliche, cattura il pubblico fin dalle prime battute  con la sua comicità un po’ stralunata ma di grande effetto. Con questo lavoro la C.f.d. conta di bissare il grande successo ottenuto in un recente passato con “Il marito di mio figlio”, peraltro ancora in repertorio, con la regia dello stesso Campetella. La fase competitiva vera e propria si è aperta con   l’esibizione della compagnia “Amici nostri” di Castellana Grotte (Ba) che ha presentato “Letto ovale”  di Cooney & Chapman, commedia dal ritmo serrato, diretta da Mario Lasorella che si è aggiudicato il premio per la migliore regia “per aver saputo coordinare con efficacia il frenetico andirivieni degli attori, rispettando i tempi comici del testo”. La compagnia pugliese ha ottenuto anche il premio per la migliore attrice non protagonista che è stato appannaggio di Arianna Logreco “calatasi con intelligenza ed ironia nei panni dell’attempata zitella” sebbene sia, per sua fortuna, in realtà molto giovane.

Assunta Rodogna e Gianni Fatone

Assunta Rodogna e Gianni Fatone

La seconda serata ha portato alla ribalta un’altra formazione pugliese, proveniente da Manfredonia (Fg). Si tratta della compagnia “Si riprende” a volare che ha messo in scena “Coppia aperta….quasi spalancata”, scritta dalla celebre coppia Franca Rame-Dario Fo. La commedia, che ha ottenuto l’ambito premio del “gradimento del pubblico” con un   convincente 9,15/10, è stata diretta e interpretata dalla splendida Assunta Rodogna, premiata come migliore attrice protagonista per aver “offerto con sicurezza interpretativa le sfaccettature del personaggio di Antonia”. Suo partner il bravo Gianni Fatone. A seguire, il “Teatro Accademia” di Pesaro ha proposto “Tutto in una suite”, commedia in tre quadri di Neil Simon, diretta da Brunella Quieti. Molto apprezzata dal pubblico l’esibizione di Mauro Bravi, nel ruolo di Roy Hubley, premiato come miglior attore protagonista, per aver interpretato “con piglio sicuro e pienamente   convincente un tipo particolare e universalmente presente: l’arricchito borioso, paternalista e venale”.

torre che ride 3

Cyrano e Roxana

In quarta serata è scesa in lizza l’”Accademia F. Campogalliani” di Mantova, una delle migliori compagnie amatoriali italiane, che ha presentato “La dodicesima notte di Shakespeare”, nella originale e più godibile riscrittura di Luigi Lunari, autore e critico teatrale di grande vaglia. La formazione lombarda, sotto la guida della regista Maria Grazia Bettini, ha bissato il successo ottenuto nella prima edizione del Festival con “Il clan delle vedove”, aggiudicandosi due premi: quello per il miglior allestimento scenico, curato da Diego Fusari e Daniele Pizzoli e quello per il miglior   attore non protagonista, assegnato al bravissimo Giancarlo Braglia, il “sir Tobia” sempre misuratamente ubriaco, per aver “caratterizzato in modo brillante ed incisivo una figura eccentrica, in una vicenda altrimenti patetica”. Lo stesso Fusari, che ha interpretato da par suo il ruolo del bizzarro Orsino, duca di Illiria, ha curato i bellissimi costumi insieme a Francesca Campogalliani.

A conclusione della competizione teatrale è tornata sul palco la compagnia “Ronzinante” di Merate   (Lc), vincitrice della scorsa edizione de “La Torre che ride”. I simpatici attori brianzoli hanno presentato Cyrano di Bergerac….in salsa comica, riscritta nel consueto stile…Ronzinante, ricco di esilaranti gags, dal regista Lorenzo Corengia, affiancato sulla scena dai bravissimi Emiliano Zatelli (Cyrano), Giuliano Gariboldi e dalla graziosa Valentina Bucci. Un quartetto dotato di prorompente vis comica. Per il secondo anno consecutivo la formazione lombarda si è aggiudicata il premio per il miglior spettacolo, capace di “reinventare con intelligente ironia un testo assai   conosciuto, interpretandolo con brio e garbo e coinvolgendo simpaticamente il pubblico”. Questa la motivazione stilata dalla giuria di esperti, presieduta dal prof. Gianni Visentin, critico teatrale e presidente della Fita Venezia. La “serata delle Torri” è stata preceduta da un incontro sulla figura del medico marchigiano Carlo Urbani, deceduto a Bangkok nel 2003 nell’assolvimento della sua missione, mentre era intento a curare le vittime della Sars, la malattia responsabile della morte di circa ottocento persone e da lui identificata per primo. Il convegno è stato voluto dalla Fita, a conferma dell’impegno che la vede da sempre confrontarsi con le problematiche di ordine sociale.   A conclusione del festival, ancora uno spettacolo fuori concorso, allestito dall’associazione “A Passo di Danza” di Macerata, diretta da Cecilia Franceschetti, in collaborazione con la C.f.d..

Franco Bury

Franco Bury

Per il divertimento dei numerosi bambini accorsi all’arena è andato in scena “Il Mago di Oz”, tratto dal celebre romanzo omonimo di L.Frank Baum, nell’adattamento teatrale della stessa Franceschetti che ne è stata anche regista e interprete nei panni della graziosa Dorothy che, accompagnata nella sua incredibile avventura dallo Spaventapasseri, dal Boscaiolo di latta e dal Leone codardo, arriva al castello del Mago di Oz (Fabio Campetella), protetta dalla Fata buona del Nord (Daniela Treggiari) contro i malefici della terribile Strega Cattiva, interpretata dalla brava Laura Silvetti. Intorno ai protagonisti della bella favola, un nugolo di giovanissime ballerine della Scuola di danza della Franceschetti. I riflettori dell’Arena sono ormai spenti ed è possibile fare un primo bilancio del Festival. Che è sicuramente positivo. Basti pensare che molte sono le compagnie che hanno fatto pervenire le loro adesioni al comitato organizzatore, a riprova della importanza che il festival ha assunto nel breve arco di tre sole stagioni. «La Torre che ride» occupa già un posto di rilievo nel vasto panorama delle rassegne amatoriali e assicurarsi la palma della vittoria finale è motivo di grande prestigio anche per compagnie blasonate come la Campogalliani. L’instancabile Stefano Cosimi, direttore artistico della manifestazione, più che soddisfatto per il lusinghiero successo ottenuto fin qui, spera che la «Torre» possa continuare a ridere anche l’anno prossimo.

Lo spaventapasseri, Dorothy e l'uomo di latta

Lo spaventapasseri, Dorothy e l’uomo di latta


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