Presidenza Camera di commercio,
poker di Giuliano Bianchi

La corsa per il vertice dell'ente si è chiusa con la conferma del presidente uscente: "Ora ci vuole ascolto, mi auguro di incontrare al più presto il mio sfidante Nando Ottavi". Il numero uno di Confindustria Marche superato per 4 preferenze. Il rinnovo del consiglio camerale contraddistinto da mesi di scontri e tensioni tra le associazioni
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La stretta di mano tra Giuliano Bianchi e Nando Ottavi dopo la votazione di questo pomeriggio

La stretta di mano tra Giuliano Bianchi e Nando Ottavi dopo la votazione di questo pomeriggio

di Marco Ricci

(foto di Guido Picchio)

Giuliano Bianchi è stato rieletto alla presidenza della Camera di commercio. Il presidente uscente si è affermato al terzo scrutinio, con quattro preferenze in più rispetto a  Nando Ottavi, il presidente regionale di Confindustria che si è fermato a dodici voti sui 28 consiglieri chiamati ad esprimere la loro preferenza. Bianchi, che nelle due precedenti votazioni della scorsa settimana aveva raccolto quindici voti, oggi ha ottenuto l’appoggio di un consigliere in più. Oltre alla coalizione che lo sosteneva fin dal dicembre scorso – Confartigianato, Cna, Coldiretti e Confesercenti – Bianchi ha ricevuto i voti di altri due consiglieri attestandosi così ai sedici preferenze, una in più del necessario. Un voto, da quanto si dice, dovrebbe essere passato in questa votazione da Ottavi a Bianchi. Sull’altro versante, oltre all’appoggio di Confindustria e Confcommercio, Nando Ottavi avrebbe ottenuto i ccnsensi del rappresentante dell’Abi, dei lavoratori, degli ordini professionali e forse dei consumatori. Altre ipotesi, data la segretezza del voto, è difficile farla.
Un Bianchi visibilmente emozionato, appena terminato lo scrutinio, ha ringraziato coloro che gli hanno garantito l’appoggio in questi mesi, cercando fin da subito di stemperare il clima di divisione creatosi tra le diverse associazioni di categoria, aprendo ad un confronto con Nando Ottavi e, di conserva con Confindustria. “Sono disposto a ritoccare il mio programma – ha spiegato il presidente – e mi auguro di poter incontrare presto Ottavi, persona con cui in passato ho sempre avuto tanti incontri e tante occasioni di collaborare.” Un invito in seguito accolto dal presidente di Confindustria Marche. E se lo schieramento che lo appoggiava non è apparso esattamente felice dell’esito del voto, più disteso è invece apparso Ottavi il quale, oltre a raccogliere l’invito di Bianchi, ha porto al presidente confermato i suoi migliori auguri, “per il bene del territorio e di tutti gli associati”.

E’ dunque giunta alla conclusione la lunga procedura di rinnovo del consiglio camerale, un rinnovo che, forse per la prima volta, ha fatto emergere una spaccatura profonda tra le associazioni di categoria, con un clima non certo sereno trascinatosi in questi mesi. Frizioni e tensioni di cui Bianchi è sembrato particolarmente amareggiato, anche per gli attacchi personali che sente di aver subito. “Ci sono state persone che hanno sostenuto che sono stato la causa del dissesto Banca Marche – ha detto a margine del consiglio –  della crisi economica provinciale e di tutto il resto, senza però ricordarsi che ho la responsabilità in Confartigianato di una struttura di 170 persone che ogni mese deve pagare cinque milioni di euro di stipendi”. Dopo aver ribadito la modernità dell’ente maceratese, sia in merito all’organizzazione che alle tematiche sviluppate, Bianchi ha ribadito ancora una volta la necessità di superare al più presto il clima di divisione. “Chi mi conosce sa anche che, una volta sbollita la rabbia, sono una persona che dimentica e che ragiona.”

Se Bianchi è uscito da quest’elezione come un vincitore poco meno che dimezzato rispetto al passato quando venne eletto con l’unanimità dei consensi, non si può affermare che Confindustria sia uscita benissimo dal voto di oggi, non tanto per il risultato – ha raccolto alla fin fine il quaranta per cento dei consensi – quanto per il modo con cui è stata condotta la sua campagna, una campagna di rinnovamento portata avanti però sottotraccia e, fin quasi alla fine, senza una coalizione certa e senza un candidato certo, con il programma dello schieramento ascoltato per la prima volta soltanto mercoledì scorso.

La votazione definitiva di questo pomeriggio

La votazione definitiva di questo pomeriggio

Sul tavolo adesso, il futuro delle Camere di commercio. L’ente maceratese, stando alle riforme in atto, vedrebbe al momento ridotte di quattro milioni di euro le proprie entrate, con ciò che resta in grado di coprire le spese di funzionamento e poco più. Un problema, quello delle risorse, su cui secondo Giuliano Bianchi ci può ancora essere spazio per intervenire, un problema comunque che rischia di mettere in discussione “gli impegni pluriennali che la Camera di commercio si è assunta negli anni passati.” Prossima tappa la nomina della Giunta camerale.

I NUOVI CONSIGLIERI –  Francesco Fucili, Assuero Zampini (Federazione provinciale coltivatori diretti); Andrea Passacantando (Cia, Confagricoltura, Confapi); Nando Ottavi, Lucia Dignani, Stefania Ghergo, Cleto Sagripanti (Confindustria);  Giuliano Bianchi, Renzo Leonori, Agnese Latini, Giorgio Ligliani, Anna Maria Dichiara, Luciano Ramadori (Confartigianato, Cna); Ulderico Orazi, Giuliana Medei (Cna, Confesercenti); Elisa Bolognesi, Claudio Pini, Simone Biangi (Confcommercio);  Giuseppe Micucci (Agci Marche – Confcooperative Macerata, Legacoop Marche);  Luca Giustozzi (Confartigianato, Cna, Confesercenti); Giorgio Menichelli (Confartigianato, Cna); Giorgio Gelatini (Abi, Ania); Sara Servili, Silvano Gattari (Confartigianato, Cna, Confesercenti); Stefano Gregori (Confindustria, Fiaip); Marco Ferracuti (Cgil, Cisl); Cristiana Tullio (Federconsumatori, Adiconsum);  Stefano Massimiliano Ghio (ordini professionali)

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