Rissa in curva, Bresciani:
“Mercoledì l’incontro
con i tifosi, poi deciderò”

CALCIO VIOLENTO - Situazione incandescente in casa Civitanovese: il presidente Di Stefano ha rifiutato le dimissioni del dg, che attacca: "Il gesto di ieri è la morte del calcio, non lo accetto. Nessuno mi obbliga a rimanere"
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La rissa nella curva della Civitanovese durante la gara con la Fermana

La rissa nella curva della Civitanovese durante la gara con la Fermana

di Laura Boccanera

Ieri la Civitanovese non ha pareggiato, ha perso”. Amarezza, sdegno e un dispiacere sincero trapela dalla parole di Giorgio Bresciani, ma anche la fierezza di chi non ci sta a mandare giù un comportamento sconveniente e per questo è pronto a fare un passo indietro. All’indomani della rissa tra tifosi che ha caratterizzato  ben più del risultato (leggi l’articolo) la partita fra Civitanovese e Fermana, il direttore generale commenta i fatti e le motivazioni del suo abbandono (leggi l’articolo): “I tifosi devono essere un valore aggiunto e il comportamento di ieri, soprattutto davanti al settore giovanile è da respingere. Non ho gradito affatto quanto successo, io sono per le strette di mano, per l’educazione e tutto questo non c’è stato e mi sono dimesso. Il presidente non ha accettato le dimissioni,  mercoledì tornerò per incontrare la dirigenza e gli ultrà, per capire se è stato un episodio e lì deve rimanere o se invece non è così. Finché ci sono io le cose devono essere fatte come dico io, sennò nessuno mi costringe a stare a Civitanova. Durante quei 90 minuti tutti devono tifare, poi fuori fanno quello che vogliono, ma quella rabbia si deve invertire e tramutare verso il tifo per la squadra. I ragazzi non sono di Bresciani, sono della società“.

Il presidente Attilio di Stefano e il dg Giorgio Bresciani

Il presidente Attilio di Stefano e il dg Giorgio Bresciani

Si è sentito con il presidente?
“Gli ho detto la mia opinione, lui ne ha preso atto. Era d’accordo che l’episodio fosse da riprendere. Non ho bisogno di appoggi, non sono un dirigente che si compra, non vado a cena con i tifosi. Ieri Civitanova ha perso, non ha pareggiato. Continuo il mio lavoro, mercoledì faremo questo incontro, e dopo il confronto con questi ragazzi deciderò. Non si può andare avanti senza tifoseria”.

Ha sentito i ragazzi della squadra?
“Ho ricevuto parecchi sms, ma non ho parlato con nessuno. Il gesto di ieri non può passare inosservato, perché è la morte del calcio italiano e io non lo accetto”.

A differenza del dg dimissionario – anche se, per ammissione dello stesso Bresciani, la situazione è congelata fino all’incontro di mercoledì – l’allenatore Leonardo Gabbanini è vincolato dal silenzio stampa imposto dalla società subito dopo il triplice fischio della gara di domenica, e non ha commentato quanto accaduto durante la sfida tra la sua squadra e la Fermana.



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