Civitanovese, duro l’ex dg Cabrini
“Di Stefano ha cambiato le carte in tavola”

SERIE D - "Quando mi sono reso conto che il presidente non stava assolvendo ai suoi compiti, ho cominciato a chiedere più chiarezza e lui mi ha detto che volevo gestire la società con i suoi soldi. Sto cercando di far aprire gli occhi alla città e a chi crede in questo progetto. Sarebbe ora di finirla: la società ai civitanovesi"
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fabrizio-cabrini

Fabrizio Cabrini

di Laura Boccanera

Dopo la polemica che lo ha travolto e ha gettato nel panico la Civitanovese e i suoi tifosi, torna a parlare l’ex dg della squadra Fabrizio Cabrini che spiega il suo punto di vista sulle dimissioni e rende la sua personale versione dei fatti: “E’ Di Stefano che vuole gestire la società con i soldi con i soldi della città – dice – come i 500 abbonamenti, incassi dei botteghini, quote d’iscrizione del settore giovanile, contributo del comune e sponsorizzazioni portate da tutti quelli che hanno iniziato questa avventura, mettendoci la faccia, me compreso”. Cabrini spiega come sia stato un anelito di trasparenza a fargli prendere le distanze dal presidente abruzzese, fortemente voluto dalla dirigenza solo lo scorso agosto quando Di Stefano sembrava il salvatore della civitanovese: “Non voglio essere complice – aggiunge – sin dall’inizio avevamo chiesto ed ottenuto, ma solo a parole, la gestione della contabilità qui a Civitanova. Quando il campionato è iniziato, invece, Di Stefano, ha cambiato le carte in tavola. Da qui sono arrivati i primi problemi. Subito ho cominciato a chiedere i conti ma non mi sono stati mai concessi se non tramite fogli volanti. Quando mi sono reso conto che il Presidente non stava assolvendo ai suoi compiti, ho cominciato a chiedere più chiarezza. E la risposta quale è stata? Che io volevo gestire la società con i suoi soldi. Ricordo al nuovo Thoir, però, che è lui che vuole gestire la società con i soldi della città”. Cabrini passa poi a sottolineare le sue presunte leggerezze: “il nostro errore è stato quello di avergli creduto e di non aver preteso subito quanto da lui stesso promesso. Guarda caso, però, dopo tutto questo casino i conti sono stati portati qui a Civitanova ed è stata conferita la delega ad un civitanovese. Non ho mai visto i conti reali, ma solo fogli volanti scritti da lui o da chi per lui, non so quale è la reale situazione, ma se dopo i primi tre mesi di vita di questa nuova società ci sono delle difficoltà, evidentemente qualcosa non va. Se fossero mancati dei soldi ci saremmo adoperati cercando nuovi sponsor come abbiamo fatto sempre. Se invece il bilancio era in regola mi chiedo come mai il Presidente non ha rispettato i suoi impegni. Io, non sono abituato a mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi e questo per il bene della Civitanovese. Arrivare a dicembre e poi smantellare la squadra senza pagare gli stipendi oppure aveva in mente qualcos’altro che io non so. Concludo dicendo che questa mancanza di chiarezza e trasparenza rischia di far precipitare la Civitanovese in una situazione che tutti, purtroppo, conoscono bene da anni. Quindi non ho abbandonato la nave come qualcuno mormora, ma sto cercando di far aprire gli occhi alla città e a chi crede in questo progetto. Sarebbe ora di finirla: la Civitanovese ai civitanovesi”.



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