“Grandi intese” per monitorare il cementificio Sacci

Adesione alla richiesta del Comune di San Severino dall'opposizione consiliare e dalla Comunità Montana
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SacciLa richiesta del Comune di San Severino di verificare le emissioni dell’impianto Sacci e le incidenze sulla salute dei cittadini (leggi l’articolo) raccoglie adesioni, in particolare registriamo il favore dell’opposizione e della Comunità Montana: 

Anche la Comunità Montana di San Severino Marche sosterrà, insieme all’Arpam, il programma di monitoraggio ambientale necessario per rilevare, con certezza scientifica, le emissioni nell’aria dei fumi del cementificio Sacci. La risposta all’appello lanciato dal sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, che si era rivolto alla Regione chiedendo un monitoraggio a tutela della salute dei cittadini della zona, arriva dal presidente della Comunità Montana, Gian Luca Chiappa, che  anticipa tutti affermando: “Credo sia possibile raggiungere un’intesa con i Comuni di San Severino Marche, Castelraimondo e Gagliole. Gli interventi a tutela e prevenzione del territorio rientrano fra le competenze dell’ente che dirigo, unico ad essere certificato. Nei prossimi giorni convocheremo un tavolo tecnico cui saranno chiamati a partecipare i sindaci, che sul territorio hanno la massima autorità in materia di tutela della salute. E’ assurdo che la Regione Marche non preveda coperture di bilancio per effettuare questo tipo di analisi, cioè i monitoraggi dell’aria, quando di parla di ampliamenti di impianti di questo tipo”. Sulla vicenda Sacci il presidente Chiappa spiega anche: “Dobbiamo costruire un’economia nuova per il nostro entroterra, anche a tutela dei lavoratori, che rispetti la salute e l’ambiente. Non possiamo essere chiusi alle novità, insomma, ma è necessario che la salute dei cittadini sia garantita e che ci siano seri e ripetuti controlli”

cementificio sacci«Il Gruppo consiliare “Una Città da vivere” – si legge in un comunicato a firma dei consiglieri Gilberto Chiodi, Fabio Eusebi, Romina Cherubini, Gabriela Lampa – sostiene l’iniziativa del Comune di monitorare con attenzione gli sviluppi del caso “Sacci” e dell’autorizzazione rilasciata dalla Regione Marche per bruciare Combustibile Solido Secondario (CSS) presso l’attuale struttura cementiera. L’inziativa avviata di monitoraggio, seppure non proprio tempestiva – in quanto i sottoscritti, già avevano segnalato la questione nei primi giorni di gennaio 2013 – va nella giusta direzione, vale a dire quella di rilevare eventuali rischi per la salute dei cittadini attraverso organi pubblici deputati al controllo ed alla sicurezza pubblica. Si invita inoltre il Comune di San Severino a fare da capofila, insieme agli altri Comuni interessati ed alla Comunità Montana per tutelare e salvaguardare la salute pubblica, laddove, anche lontamente vi fosse qualche ipotetico e probabile rischio. Si ricorda, infatti, sotto questo profilo, la recente chiusura del cosiddetto “camino” del Cosmari e la quasi contestuale autorizzazione a bruciare rifiuti nella valle del Potenza  con evidenti e non celate perplessità. La Val Potenza, per scelta regionale di programmazione del territorio, non sembra “buona” ad avere una strada a scorrimento veloce, non si è in grado di terminare il cosiddetto “Traforo del Cornello” e quindi il collegamento Marche-Umbria, ma sembra invece idonea a recepire – secondo gli intendimenti regionali – un inceneritore di grosse dimensioni che non ha alcuna ricaduta sul territorio ed è assolutamente avulso dalla realtà socio-ecomomica locale. Ebbene, queste “amnesie” di programmazione territoriale pregiudicano irreparabilmente un territorio già provato da una forte carenza infrastrutturale, di mobilità esterna e di servizi. Alla luce di quanto sopra, si invita il Presidente del Consiglio Comunale a convocare una conferenza dei capigruppo nella quale si approvi un documento unitario da inviare agli altri Consigli Comunali del territorio per una condivisione ed un sostegno a tutela del diritto alla salute dei cittadini dell’intera vallata.

 

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