Super latitante con alle spalle 11 omicidi
catturato a Potenza Picena

Blitz dei carabinieri del Roni che hanno trovato il nascondiglio nelle campagne pedinando il figlio del pluriomicida Pasqualino D'Elia. Nei giorni scorsi per l’uomo era arrivata una condanna a 30 anni dalla Cassazione per sette omicidi di ‘Ndrangheta compiuti alla fine degli anni Ottanta

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L’arrivo di D’Elia alla caserma dei carabinieri di Macerata con i militari del Roni

 

Pasqualino D'Elia

Pasqualino D’Elia

 

di Gianluca Ginella

(Foto di Lucrezia Benfatto)

Blitz dei carabinieri nelle campagne di Potenza Picena: in manette un pezzo da novanta della ’Ndrangheta con alle spalle 11 omicidi e 5 tentati omicidi. L’uomo, Pasqualino D’Elia, 50 anni, è finito in manette nel corso di una operazione condotta a regola d’arte dal Nucleo investigativo del Reparto operativo dei carabinieri di Macerata che questa mattina ha circondato la casa dove l’uomo si nascondeva. D’Elia voleva sfuggire ad una condanna definitiva a 30 anni – per una serie di omicidi compiuti a Catanzaro e legati a faide interne alla ‘Ndrangheta – emessa dalla Cassazione qualche giorno fa.
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Sono le nove di questa mattina quando 11 uomini del Reparto operativo di Macerata (diretto dal colonnello Leonardo Bertini) raggiungono una piccola casa a schiera in località San Girio, a Potenza Picena. A condurli lì è il pedinamento del figlio di un ex collaboratore di giustizia, Pasqualino D’Elia, di Lamezia Terme. D’Elia, era infatti ricercato da qualche giorno, dopo essere sparito da Porto Potenza, dove si trovava fino a qualche tempo fa agli arresti domiciliari. Tornato libero, nei giorni scorsi per l’uomo era arrivata una condanna a 30 anni dalla Cassazione per sette omicidi di ‘Ndrangheta compiuti alla fine degli anni Ottanta. D’Elia, in seguito alla sentenza definitiva doveva entrare in carcere. Ma si è reso latitante. Così questa mattina i carabinieri hanno pedinato il figlio che stava andando a portare i viveri per il padre. Una volta avuta certezza che D’Elia fosse in quella casa, e si trovasse da solo, i carabinieri hanno messo a segno il blitz. D'elia_arrestato_calabrese (2)Con giubbetti antiproiettile e pistole spianate hanno circondato la casa. D’Elia ha cercato di fuggire passando per la terrazza della casa. Ma si è trovato davanti i carabinieri che gli hanno intimato di fermarsi. Nel frattempo gli altri militari hanno fatto irruzione nell’abitazione sfondando la porta d’ingresso. D’Elia, che in casa aveva una pistola, una calibro 8, modificata, non ha opposto resistenza. Troppo veloce l’intervento dei carabinieri del Roni. Ammanettato, il latitante è stato portato in caserma a Macerata e da lì in carcere.

 

 

 

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