“L’Asur mantenga i livelli di assistenza”
Mozione del centrodestra sull’ospedale
CIVITANOVA - L'opposizione prepara un documento in sei punti in cui si chiede di preservare il nosocomio da tagli dei servizi e del personale. Saranno presentati nel consiglio comunale aperto del prossimo 2 luglio
di Laura Boccanera
Sei punti per sei misure nella riorganizzazione dell’ospedale di Civitanova. Li ha messi nero su bianco in una mozione la Federazione del centrodestra che conta di far diventare le proposte concrete con l’approvazione nel prossimo consiglio comunale aperto sulla sanità che si terrà martedì prossimo 2 luglio e al quale sono stati invitati i vertici dell’Asur e l’Assessore regionale. “Sono quattro mesi che chiediamo un consiglio aperto – ha detto il consigliere Massimo Mobili – e l’assise convocata per l’inizio di luglio giunge con grande ritardo. E per questo non vorremmo che fosse la solita passerella di politici e di chiacchiere. Abbiamo buttato giù sei misure concrete che non incidono economicamente sulla gestione, ma solo sulla riorganizzazione e che tutelano l’ospedale di Civitanova che è baricentrico e serve una popolazione di circa 100mila utenti”. Con la mozione la Federazione del centrodestra chiede l’impegno della struttura dirigenziale dell’Asur per mantenere gli attuali livelli di diagnosi e assistenza mantenendo le unità operative e di attivare per pediatria e radiologia e per il triage l’assistenza h24: “è possibile – spiega Mobili- dal momento che pediatria e radiologia di Recanati è stata accorpata con Civitanova”. Tra i punti della mozione compare anche i livelli occupazionali: “per quanto concerne il turnover del personale, fermi restando i limiti di spesa, si devono assicurare a Civitanova lo stesso personale sanitario e addetto all’assistenza e vanno previste riassunzioni nel piano occupazionale con particolare attenzione al polo dell’emergenza”. Infine due punti che riguardano la struttura: nella mozione si chiede di procedere speditamente al completamento dell’edificio adibito all’urgenza emergenza e il recupero dello spazio inutilizzato che si trova attualmente sopra radiologia.
