“Un gesuita nella città proibita”, l’eredità del pensiero di Matteo Ricci
MACERATA - "Missioni, saperi e adattamento tra Europa e Imperi asiatici” nel seminario organizzato in occasione dell'uscita della traduzione italiana del libro di Ronnie Po-chia Hsia
di Carmen Russo
Domani, martedì 14 maggio alle 15 nell’Aula Magna dell’Università di Macerata, in occasione dell’uscita della traduzione italiana del libro di Ronnie Po-chia Hsia, “Un gesuita nella città proibita. Matteo Ricci 1552-1610” (Il Mulino, Bologna, 2012), si terrà un seminario su “Missioni, saperi e adattamento tra Europa e Imperi asiatici”. Dopo l’introduzione del professor Vincenzo Lavenia , si svolgeranno le relazioni “Apostolate by the Book: Ricci and China”, di Ronnie Po-chia Hsia (Pennsylvania State University); “Visiting Humanists and their Interpreters. Ricci (and Ruggieri) in China” di Elisabetta Corsi; “Le origini della disputa sui riti cinesi”, di Sabina Pavone; “Matteo Ricci´s Intellectual Versatility in Late Ming China”, di Ana Carolina; “Acosta, Ricci e l’accomodamento. L’idea gesuitica di religione”, di Girolamo Imbruglia. Seguirà “Ripercussioni europee dell’idea ricciana della Cina”, di Filippo Mignini e chiuderà l’intervento di Edoardo Bressan.
“L’idea della Cina che aveva Padre Matteo Ricci – spiega Filippo Mignini, direttore di Dipartimento degli Studi Umanistici – era l’idea di una cività di un Paese che ha conosciuto una storia antichissima, più antica della storia europea e che, su molti aspetti, soprattutto nella morale e nella politica, sono superiori all’Europa. È significativo come questa civiltà sia riuscita a costruire forme politiche evolute, sconosciute fino quel momento e che abbia avuto lunghissimi momenti di pace, nel momento in cui l’Europa era continuamente dilaniata da guerre, soprattutto di carattere religioso il fatto che tutto questo sia stato fatto da un popolo considerato sostanzialmente ateo mette in crisi convinzioni secolari, europee, secondo le quali, per esempio, non è possibile una società di atei ”.
Come scrivere lo stesso Padre Matteo Ricci : “I cinesi hanno realizzato, nella pratica, più di quanto Platone ne “La repubblica” abbia saputo soltanto immaginare” . Il professore Mignini, uno degli studiosi più appassionati di Li Madou –nome cinese di Padre Matteo Ricci- continua ad esplicare il suo pensiero: “A seconda di come noi riusciremo a realizzare lo scambio di conoscenze tra Europa e Cina e viceversa essendo, queste due civiltà sullo stesso piano, da questo deriverà il futuro del mondo. Questa storia non è stata studiata adeguatamente, ed è quello che stiamo cercando di fare anche grazie ad un progetto di ricerca nazionale incentrato sugli anni circa dal 1680 al 1720”.
Porteranno il loro saluto il sindaco Romano Carancini e l’assessore alla cultura del Comune di Macerata Stefania Monteverde; il prorettore Marisa Rosa Borraccini e il direttore del Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali Francesco Adornato e il direttore dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin. Il seminario ha il patrocinio del Comune di Macerata e dell’Istituto Confucio ed è finanziato dal Prin “Libertà dei moderni. Processi di civilizzazione nel lungo illuminismo (1750-1850): commercio, politica, cultura, colonie”, Unità di Macerata.


Alcuni interventi previsti, in lingua inglese, mi sembrano anche interessanti….
Ma verranno tradotti, per la paltea, oppure sarà una conferenza di esperti linguisti??