“Se spusa Vinginzì”al Lanzi di Corridonia
La commedia dialettale in tre atti di Fabio Macedoni in scena domani, sabato 23 febbraio, alle ore 21.30
Domani, sabato 23 febbraio, alle ore 21.30, al teatro Lanzi di Corridonia, andrà in scena la commedia dialettale in tre atti di Fabio Macedoni “Se spusa Vinginzì”. La commedia è presentata dalla Compagnia Teatrale “Fabiano Valenti” di Treia che ritorna al teatro Lanzi dopo il bel successo ottenuto meno di un mese fa con un’altra opera (Da ‘u médicu). Si attende un’altra serata ricca di buonumore ed allietata da un folto pubblico che, sempre di più, ama distendersi e trascorrere un paio d’ore di sana allegria e di rigenerante divertimento. La commedia giunge alla sua 17° replica ed è stata ovunque accolta con gratificante calore.
La storia, come si legge nelle note di regia, tratta del matrimonio, un matrimonio di qualche decennio fa ambientato in una famiglia di campagna. “Il matrimonio non è mai di altri tempi: è sempre, invece, quella emozione forte ed irripetibile che mette in moto un uragano di sentimenti e che spazia dalle cose concrete a quelle spirituali per sfociare, anche, in altre di natura decisamente più accessoria. Proprio in questo tourbillon di sensazioni si ambienta Se spusa Vinginzì, nipote venerato dal nonno Rigo e acconciato da una madre esuberante e moderna che, presa dalla sua passione più grande, quella del trucco, sconfina in regioni ignote anche a lei. Intorno all’evento una ridda di situazioni quotidiane e di preparativi dovuti; il matrimonio ed il successivo conviviale si organizzano in casa e, come per tutti i grandi eventi, la partecipazione e l’aiuto dei vicini sono quanto mai necessari. Il tutto sarà, però, continua occasione di dispute e rimbrotti, di piccoli pettegolezzi e maligne illazioni, di pacate calunnie e di puntuali smentite. Protagonisti dunque gli sposi ovviamente, ma soprattutto le vicende che si legano al grande giorno del sì.
E tutti i personaggi, immancabilmente, daranno alla giornata di festa anche un senso personale, di confidenza, di sfogo, di liberazione, di confessione, di convincimenti e di contraddizioni a lungo covati e finalmente espulsi dalla propria persona come un tappo che schizza via dalla bottiglia dello spumante. Tanta fatica per preparare le nozze sarà appagata dalla perfetta riuscita delle medesime. E alla fine si risolveranno anche i tanti piccoli contrattempi che per tutta la durata del racconto punteggiano, tracciano e complicano il dipanarsi dell’azione; oltre naturalmente al festeggiamento per il “buon esito” che gli sposi non faranno mancare al matrimonio!”

