L’uomo che “vedeva il futuro”
Il libro dedicato a Mattei di Maurizio Verdenelli presentato a Porto Recanati e Macerata
“Il nostro mondo è venuto acquistando una parvenza confusa e superficiale per l’eminenza che vi hanno le preoccupazioni della vita quotidiana, l’ansia del denaro e del potere, gli antagonismi e le sopraffazioni. Ma è motivo di consolazione riconoscere la persistente vitalità di taluni alberi generosi che non dovranno mai morire. Rimproveriamo pure alla società attuale i suoi vizi ma riconosciamo anche le sue virtù. Ad esse guardano come a un modello tutti i popoli nuovi e noi auspichiamo l’estendersi di queste virtù al mondo intero, preparando l’avvento di una comunità umana composta più da fratelli che da antagonisti, più da uguali che da diversi”.
Sono parole profetiche da parte di un grande protagonista della storia italiana ‘che vedeva il futuro’. Enrico Mattei le pronunciò un mese prima d’essere ucciso (ormai possiamo scrivere così dopo gli accertamenti dell’inchiesta bis di Pavia), proprio a Matelica, nel settembre del 1962.
Parole che Giancarlo Liuti ha ricordato sabato scorso nel corso di un incontro dibattito alle sale Cem (Civica enoteca maceratese) in corso della Repubblica, 51 a Macerata in occasione della presentazione nel capoluogo de ‘La leggenda del santo petroliere’ (Ilari editore) di Maurizio Verdenelli, sabato scorso. Suggestivo il ricordo di Liuti che 50 anni fa fu inviato de ‘Il Resto del Carlino’ ai funerali matelicesi del presidente dell’Eni: vi parteciparono 10.000 persone e 600 furono le corone di fiori da tutto il mondo.
All’incontro, con Liuti (che a Matelica aveva avuto modo pure di conoscere Mattei) ha partecipato un altro ‘veterano’ della stampa marchigiana ed italiana: Ugo Bellesi, già caposervizio de Il Resto del Carlin. Con loro, Fernando Pallocchini, direttore de ‘La Rucola’ ha parlato del ‘caso Mattei’. Il periodico ha dedicato 4 pagine affidate ai ricordi di un collaboratore di Mattei: ‘Un uomo quasi timido nelle trattative che contavano, ma implacabile e spietato nei momenti tipici quando il gioco si fa duro: quello della firma dei contratti’ ha detto Pallocchini.
Tra il pubblico l’assessore provinciale alla Cultura, Massimiliano Bianchini; il sindaco di Monte San Pietrangeli, on. Giulio Conti; il consigliere comunale Ivano Tacconi (già dipendente Eni, uno dei ‘garcons’ di Mattei); la prof. Donatella Donati Capodaglio che ha ricordato un episodio su Mattei che una sua amica, già segretaria del ‘Principale’ gli aveva affidato (un cappotto color cammello un po’ sdrucito che Mattei continuò ad indossare anche quando divenne famoso anticipando i dettami attuali del low profile), il consigliere comunale Guido Garufi; l’avvocato Giuseppe Bommarito, il regista Rodolfo Craia; e, tra gli altri, don Giuseppe Branchesi che aveva organizzato la serata a nome della propria associazione culturale ‘Polentari d’Italia’.

Porto Recanati, Verdenelli con il sindaco, Rosalba Ubaldi e l’ex AD di Agip, dottor Giuseppe Accorinti, già stretto collaboratore di Mattei
La sera prima, a Porto Recanati, al convegno “Enrico Mattei, l’uomo che vide il futuro” insieme con il sindaco Rosalba Ubaldi, l’assessore prof. Glauco Fabbracci, il giornalista Maurizio Verdenelli, aveva partecipato l’ex amministratore delegato di Agip petroli per l’Italia e l’estero, dottor Giuseppe Accorinti. Che, già stretto collaboratore del fondatore dell’Eni, ha ricordato tanti episodi. Uno soprattutto: “Gli ero piaciuto, dopo avermi al solito messo alla prova avendomi incontrato a Brunico dove lavoravo per l’Eni e dove lui andava per due ore di relax nella pesca alla trota nel laghetto di Anterselva. Un giorno mi chiese due nomi di giovani …come me. Capii e gli feci due nomi ‘giusti’. Che lui fissò sull’anta di una scatola di cerini ‘Minerva’. Dopo 20 giorni furono chiamati Anche questi due risultarono bravissimi e la loro vita cambiò. Si faceva allora strada grazie al merito nell’Italia di Mattei…”.
All’incontro di Porto Recanati ha partecipato Vincenzo Taffo, già titolare della NSC, il ‘pompiere’ che spegne i pozzi petroliferi in tutto il mondo (un altro dei garcons di Mattei), il nipote del Grande Enrico, Paolo Mattei, la dirigente scolastica di Porto Recanati e tanti ex dipendenti Eni, fra i quali in completo giallo Agip, Sebastiano Gubinelli, mentre l’Università della terza età ha dato supporto al convegno nel corso del quale è stato proiettato un DVD inedito dell’archivio storico dell’Eni, messo ma disposizione dal dottor Accorinti. In un telegramma ai partecipanti del convegno, il ‘Portorecanatese dell’anno’, il cardiochirurgo dottor Giuseppe Giamberti (che si spende per i Paesi poveri tanto meritoriamente realizzando anche un ospedale in Camerun) ha poi ricordato Mattei citando Metanopoli, la cittadella da lui creata a San Donato Milanese, dove lo stesso dottor Giamberti lavora.
Intanto il libro ‘La leggenda del Santo petroliere’ sarà presentato anche a Camerino, venerdì 21, alle ore 18,30 presso la sala dei Priori (relatore il prof. Dino Jajani, editorialista de L’Appennino camerte) e giovedì 27, alle ore 21, presso la sala parrocchiale di Passo Treia (relatrice, Serena Sileoni che ha firmato la prefazione del volume).














