“Il futuro dei nostri ospedali è in mano a chi decide nei palazzi della politica”

Mario Chirielli commenta la situazione degli ospedali in provincia a partire da quello di Sam Severino

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protesta-san-severinoDa Mario Chirielli del Comitato a difesa dell’ospedale di San Severino, riceviamo:

La mattina di lunedi 8 ottobre  all’ospedale, dopo avere assistito ad una situazione di disagio sconcertante al front-office ero in attesa di salire ai piani superiori con l’ascensore, vicino a me c’era una signora che non conoscevo, mi diceva che lei sarebbe salita in ostetricia. Ero curioso di sapere di dove fosse, mi diceva che era di Pedaso, parlava molto bene del nostro ospedale che dimostrava di conoscere. Il mio pensiero andava subito al ruolo che ha avuto per il nostro territorio dell’entroterra, per la vallata del Potenza l’ospedale di San Severino Marche,che è un importante punto di riferimento per utenti che provengono da fuori Regione e dai centri della costa marchigiana.Lecito chiedersi perchè quella signora come molti altri preferiscano avvalersi della nostra struttura ospedaliera e non di quelle molto più vicine, quindi più comode, ma anche più grandi ed importanti come ci sono a San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno, Fermo, Civitanova Marche, Macerata, Ancona, dove la Regione Marche convoglia gli investimenti e concentra i servizi sanitari. Il fatto è che gli utenti riconoscono l’alta qualità e la professionalità acquisita nel corso degli anni dal personale medico e paramedico  del “Bartolomeo Eustachio”, un fiore all’occhiello della sanità provinciale e regionale con le sue eccellenze, ci sono documenti che ne rilevano gli elevati standard di efficienza, è stato sempre in attivo, ma ora corre seri rischi di un ingiustificato ridimensionamento.La sanità pubblica in Italia sta attraversando il suo momento più difficile,dovendo subire i continui colpi di scure del governo dei tecnici impegnato con i tagli a ridurre la spesa pubblica per raggiungere l’obbiettivo del pareggio di bilancio entro la prossima primavera, rispettare gli impegni presi e tirarci fuori dalle sabbie mobili della crisi. La sanità impegna le nostre regioni con l’80% dei loro bilanci, facile quindi recuperare risorse riducendo i trasferimenti dello Stato  a quella che è stata per qualche decennio una grande torta dove si è banchettato in maniera esagerata con sperperi, causando corruzione a discapito dei cittadini bisognosi di cure . Notevoli i sacrifici che stanno sopportando gli italiani,i quali chiedono un’Italia migliore.Quindi è necessario che nel settore della sanità, chi dirige una azienda sanitaria per non ridurre i servizi sanitari  sia in grado di eliminare torte e banchetti, per fare questo è necessario che si dia una sforbiciata a buona parte di quei signori che frequentano strutture sanitarie, soprattutto amministrative,che circolano con borsoni come fossero scienziati,senza avere mai indossato un camice bianco,ma pronti a rintanarsi nelle loro stanze,al caldo in inverno e l’aria condizionata in estate.

Martedi 9 ottobre il Consiglio dei Ministri si è riunito per la legge di stabilità e recuperare 11,6 miliardi di euro, i lavori sono terminati a tarda notte, con una conferenza stampa del nostro Premier alle 3,30 della mattina successiva.I provvedimenti presi  e annunciati dal Presidente del Consiglio Mario Monti per me sono state notizie fresche, ero appena salito in macchina dopo le 8 ore di lavoro notturno e c’era il giornale radio delle ore 5, ho avuto un sobbalzo di stupore quando sentivo che per i tagli alla sanità il governo aveva previsto di sopprimere i finanziamenti per il biomedicale. Il biomedicale di Mirandola e del modenese è una delle tante eccellenze che ci sono nel nostro Paese, per questo andrebbe salvaguardato, invece  già stato duramente colpito dal terremoto in Emilia, con questo provvedimento subirebbe un colpo mortale, con conseguenze gravi per la nostra economia e l’immagine dell’Italia.Ciò che è avvenuto con la legge di stabilità è un esempio dei tanti provvedimenti avventati presi da questo governo con lo scopo di portare i conti a posto, senza pensare alle conseguenze e allo sviluppo. In futuro è si necessaria una politica del rigore, ma bisognerà mettere mano   per eliminare gli enti inutili, una ferrea lotta all’evasione fiscale e alla corruzione, poi i rappresentanti del governo dovranno uscire dai palazzi romani,  girare l’Italia per conoscere e prendere visione delle tante belle realtà presenti nel territorio nazionale perchè non è sufficiente prendere i provvedimenti e passare poi le responsabilità alle regioni come avviene con la sanità Il nostro territorio montano dell’entroterra corre seriamente il rischio di uno spopolamento, si sta andando  nel volgere di qualche decennio a quella che io definisco una desertificazione, se chi si è stabilito nelle campagne, chi abita nei piccoli paesi di montagna facendo  del nostro territorio un giardino ammirato da tutti, che attira oggi turisti anche dall’estero, sarà costretto a trasferirsi lungo la costa, perchè ai problemi della viabilità, altri servizi  verranno soppressi o ridotti, mi riferisco alla sanità alle scuole etc. Uno spopolamento dell’entroterra avrà conseguenze disastrose che riguardano il dissesto idro-geologico e gli incendi. Quindi un grande errore chiudere il tribunale di Camerino sede universitaria, dove è prevista la realizzazione di un nuovo carcere, non voglio pensare ai disagi per le nostre zone a chi opera nel settore della giustizia già in difficoltà. Non possiamo non essere contrari alle grandi strutture ospedaliere lungo la costa e l’entroterra non potrà accontentarsi in futuro di una sua unica eventuale grande struttura da realizzare in un luogo fino a qualche tempo fa molto ricco, perchè sede del distretto del bianco che oggi non c’è più, cioè Fabriano, che avrà nel tempo l’obbiettivo di prendersi Matelica che avrebbe così la sua giusta collocazione vista la posizione geografica e i tanti interessi sempre intercorsi tra le due città, nel mirino anche Camerino, San Severino Marche, ed altro. Io scapperò verso la costa, almeno oltre al mare, c’è l’autostrada, il porto,  l’aeroporto e meno disagi per la neve. Il futuro dei piccoli  ma efficienti presidi ospedalieri dell’alto maceratese è in mano a chi decide nei palazzi della politica, noi dobbiamo lottare per mantenere quello che abbiamo.


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