Comunità San Silvestro, Ciarapica:
“Serva per i minori e le famiglie in difficoltà”

CIVITANOVA - Il consigliere ringrazia l'assessore Sglavo, disposta a rivedere la destinazione d'uso della struttura che si trova nella città alta, ma chiede di ascoltare le esigenze del territorio

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Fabrizio Ciarapica

“Apprezzo la volontà dell’assessore Sglavo di rivedere la destinazione d’uso dell’ex Comunità S.Silvestro di Civitanova Alta, ristrutturata dalla precedente Amministrazione con finanziamenti regionali  e destinata ai minori ma  sono contrario a qualsiasi stravolgimento di un luogo pensato e voluto per i minori”. Così il consigliere comunale Fabrizio Ciarapica giudica la proposta dell’assessore ai servizi sociali di ripensare gli spazi in vista delle mutate condizioni sociali. A testimoniarlo una relazione  del servizio sociale professionale minori che sottolinea la non necessaria utilità di una comunità educativa nel nostro territorio,” ma allo stesso tempo si evidenzia una problematica legata ai minori di notevole portata – commenta Ciarapica – tanto che si rileva una crescita esponenziale del disagio giovanile e delle problematiche familiari, attualmente sono 80 i minori affidati al Servizio sociale dal Giudice Minorile, a fronte dei 19 del 2002 mentre 11 sono i minori in “affido familiare”, di cui 6 affidati a famiglie estranee e 5 a familiari entro il IV grado di parentela.  Si potrebbe valutare la creazione di un centro polifunzionale previsto dalla L.R. 9, dove inserire un centro d’ascolto, un doposcuola di secondo livello, un centro di aggregazione giovanile e un centro di sostegno alla genitorialità, ma tutto fatto senza perdite di tempo e nel più breve tempo possibile, considerata la gravità della situazione. Non ho preconcetti e sono disponibile ad un confronto serio e costruttivo con l’amministrazione, purchè si attivino in quella struttura, servizi rispondenti alle esigenze del territorio”. Ciarapica rimane invece scettico sulla possibilità di creare in quella postazione una struttura di pronta accoglienza: “Non ha senso investire centinaia di migliaia di euro pubblici, per qualcosa di cui non si ha bisogno, se si vuole a tutti i costi avere una struttura di pronta accoglienza, si parta dal migliore utilizzo o dalla riconversione dell’alloggio sociale di Via Conchiglia, che nonostante i quattro posti accreditati, elevabili a 5, ospita, per ora, solo tre persone”.

(l.b.)


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