Quando Macerata era più vicina alla civiltà di Fermo

Considerazioni sull'appeal turistico del capoluogo dal XIX al XXI secolo
- caricamento letture
Ting-Ting-Xia-detta-Roberta-lostessa-del-Ninetta

Ting Ting Xia, detta Roberta, ostessa del Ninetta

di Gabor Bonifazi

In tempi di depressione dove tutti sembrano intristiti e molti si genuflettono aspettando la fine di Macerata e soprattutto le prossime elezioni, vale la pena di andarsi a leggere una bella pagina turistica e non solo, scritta da Margaret Collier una romantica e colta donna inglese che visitò la nostra città sul finire dell’Ottocento. Il racconto è tratto da “La nostra casa sull’Adriatico”: «Meta di una nostra gita fu Macerata, una fermata favorita ai giorni della diligenza, ma ora lontana dagli itinerari dei turisti moderni. Il Baedeker però la nomina come una città in una graziosa posizione, con una università e una scuola di agricoltura. Ci si trovano libri e altri oggetti di lusso; e ci si sente più vicini alla civiltà che a Fermo, dove nonostante i quarantotto castelli e nonostante, e forse a causa che quasi tutti gli abitanti sono conti, non si vede un libro, eccettuati quelli che raccontano le cronache della città. Ma neppure Macerata è molto moderna. Dopo una piacevole scarrozzata di trenta chilometri per colline e vallate, sotto le mura di molti villaggi dall’aspetto assai originale, ci fermammo alla vecchia locanda, dove in tempi andati i viaggiatori cambiavano i cavalli e spesso passavano la notte.
Non credo che sia cambiata molto negli ultimi ottant’anni, e a quell’epoca deve essere stata altrettanto soddisfacente di altri alberghi in altre parti d’Italia, a giudicare dalle varie testimonianze scritte che ne elogiavano l’eccellenza, e che incorniciate e sotto vetro erano l’unico ornamento delle pareti. Dava un’idea delle difficoltà dei viaggi all’estero in quei giorni, leggere che quel principe tedesco e quella duchessa inglese non si erano mai trovati così bene dopo aver lasciato la loro patria. Tutto perfetto. Io non potrei dir lo stesso, e non sono né un principe né una duchessa; eppure il trattamento fu dei migliori e il conto era in proporzione. Il fritto sarebbe stato eccellente, se l’olio usato non fosse stato rancido; ci dettero del thè, per sette franchi; ma non fu

Piero

Piero, dell’omonimo ristorante

possibile ottenere una goccia di latte; e quanto alle camere, non ne ho mai trovate di più scomode.». Non ci rimane che individuare quale fu la locanda dove soggiornò la Collier prima di recarsi a Montalbano nella dimora del conte Tommaso Lauri. Tuttavia siamo certi che ora, la romantica donna inglese, avrebbe espresso il suo commento online magari su tripadvisor come fanno ora tanti argonauti che si cimentano in questo gioco, a volte con giudizi lusinghieri altre volte stroncando inesorabilmente i ristoranti in merito ai quattro parametri di valutazione: cucina, servizio, rapporto qualità/ prezzo ed atmosfera. Addio quindi alle ottocentesche guide turistiche e alle patinate guide gastronomiche con valutazioni stellari, forchette, cappelli da chef, chiocciole ecc. Addio agli Accademici della cucina e ai camionisti perché ora il giudizio sui cibi e sui conti, molto spesso appropriato lo danno i giovani clienti. Ci rende orgogliosi sapere che tra i primi dieci ristoranti delle Marche ben tre sono di San Severino: Cavallini (n. 5), da Piero (n. 6) e Osteria Ninetta (n. 9) Provare per credere.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X
		Tolentino = 
Civitanova = 
Elezioni =