Pensieri in libertà (non la piazza…)

Cose mai viste a Macerata

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di Filippo Davoli

Ad agosto, la città era deserta. Fosse ancora vivo Sergio Leone l’avrebbe eletta a suo set ideale per il remake di “Mezzogiorno di fuoco” (sospetto, peraltro, che segretamente Ennio Morricone – arrangiatore della splendida “Il mondo” di Jimmy Fontana – abbia preso ispirazione per i suoi temi western da un mezzogiorno agostano maceratese in casa dell’amico cantante). Beh insomma: ad agosto, la città era deserta. Se volevi trovare un diversivo diurno oppure notturno (“Qui notti e giorni variano per pochi segni”, scriveva Montale, chissà… magari anche lui ispirato da un fuggevole passaggio a Macerata…), o ti organizzavi in proprio oppure attendevi che il trascorrere delle ore e dei giorni t’avesse condotto alle soglie di San Giuliano. E invece, se l’Amministrazione fosse stata rapida nel non farsi scappare l’idea, un’occasione avrebbe potuto esserci…

 

 

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In questi giorni settembrini, con tutti quanti tornati alle consuete attività, che ti si inventa l’Amministrazione? La risistemazione del manto stradale di Via Roma: provare per credere. Traffico ancora più lento, per quanto massiccio a tutte le ore; consueto parcheggio sconsiderato sui marciapiedi, non sugli scivoli per i disabili (in quanto occupati dai cassonetti…), fino al capolavoro del capoluogo (ancora è capoluogo: usiamo il termine, finché possibile…): il mitico passaggio a livello di Collevario in prossimità della rotonda. Altro che museo a cielo aperto del Cav. Prato! Non c’è trippa per gatti: la vera opera d’arte è il passaggio a livello (un sottopasso proprio no, eh?), o forse più ancora il gioiello della rotonda a due passi. L’ingorgo è d’obbligo: la scorrevolezza, probabilmente, alienerebbe dai cittadini la sensazione di trovarsi imbottigliati nel raccordo anulare di Roma (vuoi mettere?). E dire che nel 2007 il Consiglio comunale aveva deliberato la realizzazione di un sottopasso… Comunque: eravamo rimasti ai lavori di risistemazione del pavè di Via Roma.

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Un sogno ad occhi aperti (magari per un Corto): la città si risveglia un mattino d’agosto in preda a un gran fermento: l’Amministrazione ha piazzato, lungo tutta via Roma, un altro centinaio delle nuove panchine-catafalco per offrire a tutti i cittadini non andati in vacanza uno spettacolo inedito e originale. Gli operai del Comune offriranno ai suddetti lo show della risistemazione del pavè di Via Roma (tanto non c’è nessuno, le strade sono tutte deserte, è una buona occasione per trascorrere qualche oretta in compagnia a commentare le manovre; inoltre, grazie anche al caldo che durerà tutto il mese, i lavori potranno proseguire indisturbati senza interruzioni da pioggia). Non ci saranno intervalli: nelle ore di pausa delle prime squadre di operai, verranno assunti giovani disoccupati desiderosi di tirar su qualche euro (non c’è solo l’introito neve, che credete? Qui si può arrotondare la mesata anche a ferragosto). Per il refrigerio del pubblico, verranno riattivate le fontanelle civiche (attualmente tutte chiuse, e alcune – le più antiche – in malora). I patiti delle fotografie saranno invitati a scattare a ripetizione: provvederà poi Cronache Maceratesi alla pubblicazione della strenna nel periodo natalizio. In via del tutto eccezionale, saranno organizzate anche 18 notti bianche lungo tutta Via Roma per favorire lo svago degli insonni (tanto i lavori andranno avanti ininterrottamente fino a completamento dell’opera). Non potranno invece essere posti intorno alle ruspe microfoni per diffondere lo spettacolo via audio ai residenti degli altri quartieri perché, come noto, il Comune non ne ha in dotazione neppure uno. Edizione straordinaria, tuttavia, del noto Festival “Poeti di strada” che qui troveranno pane in abbondanza per i loro poeticissimi denti. E in conclusione, verrà indetto il Concorso a Premi (non in denaro perché, come si sa, non c’è) “Chi più ne ha più ne metta”, dedicato alle barriere architettoniche. Decisamente un agosto diverso e pieno di iniziative a bassissimo costo.

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Purtroppo il sogno finisce presto, prestissimo (sebbene sia passato un mese). Il clacson dell’auto di mia zia lo interrompe malamente (si è ingarbugliata nella rotonda di Collevario per scavalcare la fila mentre era chiuso il passaggio a livello, e ora non va né su né giù, ma se la prende con quelli che non la fanno passare: con quelli, cioè, che hanno ragione…). Piove. I lavori si sono fermati (anche se i birilli rimangono al loro posto e il manto stradale è una ferita scoperta). Non si può nemmeno andare al mare, ormai. Conviene farsene una ragione.

 



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