La Fornace Smorlesi rischia la chiusura
45 lavoratori appesi a un filo

MONTECASSIANO - L'azienda ha ormai esaurito tutti gli ammortizzatori sociali e versa in gravi difficoltà sia per la crisi economica che per i danni subiti dopo la nevicata di febbraio. I sindacati lanciano l'allarme: "Da qui a fine anno conteremo decine di casi come questo" (GUARDA IL VIDEO CON LE TESTIMONIANZE DEI DIPENDENTI)
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smorlesi-5-Copiadi Alessandra Pierini

L’edilizia maceratese sta precipitando nel baratro e uno dei pezzi in bilico è la storica Fornace Smorlesi di Montecassiano che sta trascinando con sè il futuro di 45 dipendenti e le loro famiglie. C’è grande preoccupazione tra le maestranze e gli impiegati, molti dei quali hanno un rapporto ormai  decennale con l’azienda che negli ultimi anni è stata messa a dura prova dalla crisi economica globale e dalla neve che lo scorso febbraio  ha distrutto alcune parti fondamentali per la produttività. Il 31 dicembre andrà in esaurimento la Cassa Integrazione Straordinaria per i dipendenti ma l’azienda non ha ancora dato indicazioni su ciò che intende fare in futuro.

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Franco Chiarani (UGL Costruzioni), Primo Antonelli (Filca Cisl), Marco Boris Basti (Feneal Uil) e Massimo De Luca (Fillea Cgil)

«Il nostro è un allarme – ha spiegato Primo Antonelli della Filca Cisl – e non una protesta. La Fornace Smorlesi ha compiuto 120 anni ed è in crisi dal 2008. Nel febbraio 2009 è stato chiuso un forno dei tre che sostenevano l’azienda, con conseguente dichiarazione di esubero e cassa integrazione per i dipendenti fino al febbraio 2010 quando furono licenziati 16 dipendenti. Nel dicembre 2010 la cassa integrazione è stata riconfermata e i ritmi dell’azienda hanno continuato a scendere. La produzione è ferma da gennaio e si lavora solo per smaltire il magazzino, alla situazione già difficile si è aggiunto il crollo del tetto a causa della neve. La forza lavoro è di 34 operai e di 10 impiegati per i quali ormai sono stati usati tutti gli ammortizzatori sociali. Finora l’azienda non ha fatto sapere nulla ai lavoratori che con grande responsabilità e attaccamento all’azienda che a questo punto deve dare un segnale». E’ preoccupato per i lavoratori anche Marco Boris Basti della Feneal Uil: «L’incertezza li logora e noi faremo quanto possibile per avere delle risposte chiare. Purtroppo situazioni come questa stanno diventando comuni». Ha sottolineato le ulteriori conseguenze dell’eventuale chiusura dell’azienda Franco Chiarani dell’Ugl Costruzioni: «Oltre ai dipendenti, la crisi della Smorlesi coinvolgerà tutti coloro che sono interessati dall’indotto. Non si può aggravare la situazione già critica con il silenzio».
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I lavoratori hanno confermato le difficoltà descritte dai rappresentanti sindacali. «L’azienda è stata sollecitata al dialogo – insiste Mauro Zitti dell’Rsu aziendale – ma non risponde. Dal 1960 lavoro con la Smorlesi, come mio padre prima di me. Dentro quelle mura sono passate intere generazioni di montecassianesi».

Anche Pierre Bossy parla dei sacrifici fatti per l’azienda: «Abbiamo ancora degli stipendi arretrati e non è facile pagare il mutuo e mantenere una famiglia a queste condizioni. Abbiamo sempre detto di “si” per andare avanti, la Fornace Smorlesi ha funzionato finora anche con i nostri soldi. Non si può andare avanti così». Ha descritto  la situazione delle strutture aziendali Roberto Sdrubolini: «Negli ultimi 10 anni l’azienda ha investito qualcosa in impianti ma i capannoni erano vecchi tanto che la neve ne ha procurato il collo».

Ha concluso, esaminando il contesto generale Massimo De Luca della Fillea Cgil: «La nostra provincia è di nuovo di fronte ad una crisi aziendale che è solo la punta dell’iceberg del settore costruzioni. Dal rientro dopo le ferie la situazione sta precipitando nel silente operare di istituzioni e aziende. Negli ultimi dodici anni il settore edile era smorlesi-3-Copiaquello che cresceva a doppia cifra ma il blocco creditizio operato dalle banche ha messo in crisi quello che dovrebbe essere il settore anticiclico. basti pensare che se un operaio pone in opera un mattone il suo gesto coinvolge 43 settori collegati. Abbiamo il sentore che da qui a fine anno conteremo decine di casi come la Smorlesi. Finora la nostra forza sono state le piccole e medie aziende che purtroppo hanno pensato a lavorare e non ad investire su innovazione e ricerca. La Smorlesi non fa eccezione: gli impianti sono stati fatti nel secolo scorso e un investimento sull’azienda sarebbe stato necessario e lo è più che mai oggi».
I rappresentanti sindacali incontreranno la direzione aziendale nella sede di Confindustria lunedì prossimo (24 settembre) e sperano di poter finalmente avere delle risposte  definitive.

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