Grande preoccupazione per il futuro della Mediterranea
MATELICA - A rischio 70 lavoratori impiegati dall'azienda. Pesa il rosso di 40 milioni di euro che ha portato al fallimento della precedente gestione
E’ stato lanciato nel corso di una conferenza stampa dal sindaco di Matelica, Paolo Sparvoli, l’allarme sulla situazione della Mediterranea: a rischio ci sono 70 posti di lavoro. “Invito ciascuno a fare la sua parte per scongiurare la perdita dei posti di lavoro – ha detto il primo cittadino di fronte ad una delegazione di dipendenti – lunedì pomeriggio in regione si terrà un tavolo tecnico al quale prenderanno parte l’assessore regionale al lavoro Luchetti, regionale Mariani, i sindacati. Ci siamo sentiti telefonicamente questa mattina ed hanno accettato l’incontro, per fare il punto della situazione e valutare le iniziative da intraprendere, per evitare la chiusura”. Ristretti appaiono i margini di manovra, in una situazione su sui pesano i 40 milioni di passivo con cui nel dicembre del 2011 il tribunale di Camerino, ha decretato il fallimento della precedente gestione, l’Industria Alimentare Mediterranea. Da un anno e mezzo è subentrata la nuova proprietà, rappresentata in conferenza stampa da Pietro Sabato, il quale ha rassicurato i dipendenti sul pagamento dello stipendio di luglio e della quattordicesima. “Lo faremo nei prossimi giorni, appena
incasseremo il pagamento di un’azienda tedesca per cui sono slittati per motivi amministrativi gli incassi di due fatture scadute. Sulla quattordicesima non vi assicuro che il pagamento sarà effettuato la prossima settimana”, ha detto l’imprenditore, spiegando come nell’ultimo incontro di venerdì ai sindacati sia stata resa nota la criticità del momento. Nodo da sciogliere nel tavolo in regione di lunedì, sarà la presenza delle idonee garanzie finanziarie richieste dal tribunale di Camerino, per poter cedere ai nuovi imprenditori la piena proprietà dell’azienda, “chiavi in mano”, come ha detto Ivana Properzi della Cgil, prima che il curatore fallimentare vada a mettere i sigilli allo stabilimento, per rientrare in possesso dei beni della curatela fallimentare, previsto per l’11 settembre. Fuori dalla sede aziendale ci sono i lavoratori in sciopero, per il mancato pagamento degli stipendi. Hanno affidato ad una serie di cartelli tutto il loro malumore, le preoccupazioni per il futuro, per il mantenimento delle proprie famiglie, del lavoro all’interno di un’azienda schiacciata nel paradosso dei moltissimi ordini da soddisfare e del lavoro che non manca, contro una situazione finanziaria su cui pesa il passivo della precedente gestione.

(Redazione CM)


