“Potenziamo i comitati di quartiere
per una democrazia partecipata”

CIVITANOVA - Il Movimento Cinque Stelle chiede di rivedere i regolamenti
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Pierpaolo Iacopini, Mirella Emiliozzi e Stefano Mei

di Laura Boccanera

“Dov’è la democrazia partecipata sbandierata in campagna elettorale?” Se lo chiedono gli esponenti del Movimento 5 stelle di Civitanova che nel sottolineare la mancanza ad oggi di provvedimenti che vadano verso l’inclusione della cittadinanza, dei movimenti e dei comitati di quartiere hanno depositato e protocollato una proposta inoltrata al sindaco e all’assessore alla partecipazione Francesco Peroni. La proposta in particolare riguarda la possibilità di modificare il regolamento dei comitati di quartiere perchè “così come sono oggi risultano inutili” – spiegano Pierpaolo Iacopini, Mirella Emiliozzi e Stefano Mei – con l’attuale regolamento è impossibile attuare la partecipazione”. Nel dettaglio tre sono gli articoli del regolamento che il M5S chiede di modificare: anzitutto la modalità di “nomina” del consiglio direttivo del comitato di quartiere che avviene su scelta del consiglio comunale. “Un ente nominato dalla politica non è espressione della popolazione di un quartiere, inoltre va cambiato anche il “peso” che il comitato esercita sugli organi decisionali. Il comitato infatti per statuto non ha potere decisionale o di veto, ma solo di consultazione e proposta”. Perplessità da parte dei grillini anche per il mancato adeguamento della macchina istituzionale nei confronti della realtà web e online: “il Ced comunale sarebbe anche pronto tecnicamente a gestire aggiornamenti e trasparenza tramite il sito, ma ci sono numerose difficoltà culturali legate all’utilizzo che ne fanno i dipendenti e senza un adeguato supporto web risulta difficoltoso anche il lavoro dei comitati.” Ultimo punto i locali a disposizione: “E’ bene che si verifichi che ogni quartiere ha un locale adeguato per incontri e per gestire e organizzare il lavoro del comitato, uno spazio polivalente che può essere utile anche per i giovani e per la condivisione e il coinvolgimento dei cittadini tutti. In campagna elettorale tutti parlavano di democrazia partecipata, dov’è nei fatti? Non ci rispondano che ci stanno lavorando come per tutte le questioni sottoposte in questi mesi, vogliamo risposte concrete punto su punto”.



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