Pantana: “Tanti gli aspetti da valutare prima di autorizzare di nuovo la Orim”

MACERATA - Il Consigliere del Pdl si rivolge al Sindaco e chiede la convocazione della commissione Ambiente per valutare le problematiche dell'impianto di smaltimento rifiuti pericolosi di Piediripa e un Consiglio d'urgenza
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Deborah Pantana

Deborah Pantana, consigliere comunale del Pdl si schiera a favore dei cittadini di Piediripa dopo l’incendio alla Orim e scrive al sindaco Romano Carancini per chiedere maggiore informazione sul problema, oltre alla convocazione di una riunione della Commissione Ambiente per valutare la situazione: 

«Il nuovo ed ennesimo incendio – scrive la Pantana al Sindaco –  che ha interessato domenica 22 luglio 2012 intorno alle 11 la Orim Spa, azienda che si occupa di smaltimento rifiuti pericolosi, con sede in via Concordia a Piediripa, ha procurato un vivo allarme, un profondo disagio ed un’enorme preoccupazione tra i numerosi cittadini residenti nei quartieri di Piediripa e di San Claudio. Dalle notizie apparse su Cronache Maceratesi (leggi l’articolo) le fiamme si sono sviluppate all’interno della ditta ORIM, sembrerebbe da una reazione chimica provocata probabilmente da un “metallo che ha acceso polveri di metalli non ferrosi” .Nel giro di pochi minuti tutta l’area circostante la Orim è stata invasa da un fumo intenso accompagnato da un fortissimo cattivo odore, rendendo l’aria irrespirabile nelle due popolose frazioni di Piediripa e San Claudio, che ha scatenato l’inevitabile protesta dei residenti che vedono messa a rischio la propria incolumità. Icittadini di Piediripa lamentano il fatto che  Lei, in qualità di massima Autorità Sanitaria Locale, non sia intervenuto ad informare i residenti, lasciando nello sconcerto tutti coloro che chiedendo notizie sul da farsi si sono sentiti rispondere da chi circolava intorno alla Orim in quel momento “è meglio stare in casa e con le finestre chiuse”. Non solo il Comune anche la

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I vigili del fuoco intervenuti all’ultimo incendio alla Orim

Provincia di Macerata è stata totalmente assente nonostante la legge affidi alla stessa la competenza di controllo e di verifica delle attività di gestione dei rifiuti ed in particolar modo di quelle che trattano quel tipo di materiale come la Orim. Incominciano ad essere troppi e sempre più frequenti gli incidenti nello stabilimento della ORIM, confermati peraltro nello “Studio di impatto ambientale – Quadro di riferimento progettuale” – predisposto nel 2011 dalla stessa Orim – nel quale emerge che negli ultimi anni sono avvenuti ben 16 incidenti  ai quali vanno aggiunti altri due capitati nel 2011, il 22 ottobre ed un altro il 31 dicembre  che crearono ancora una volta un forte allarme nei residenti della zona e nei dipendenti dei vicini uffici della Provincia, ecco che il quadro assume contorni ancora più allarmanti, incidenti che potrebbero rappresentare, vista la continuità nel tempo, un serio pericolo per l’ambiente e per la salute dei cittadini residenti nella frazione di Piediripa e di San Claudio. Basta pensare che “la Orim S.p.A è attualmente autorizzata a svolgere l’attività di gestione rifiuti per un quantitativo complessivo di rifiuti sia pericolosi che non pericolosi, pari a 90.000 tonnellate/anno e 1.000 tonnellate/giorno”. Non si comprende il motivo per cui l’autorizzazione rilasciata dalla Regione Marche preveda la possibilità di trattare un quantitativo così grande di rifiuti pericolosi e non, nonostante l’azienda dichiari che la media annuale dei “rifiuti inviati a smaltimento sono 22.289 ton/anno (media sui tre anni), i rifiuti inviati a recupero sono 3.931 ton/anno(media sui tre anni)”.  Dai dati sopra riportati emerge che vengono recuperati solo il 15% dei rifiuti complessivamente trattati».

A fine agosto l’autorizzazione dovrà essere nuovamente rilasciata e per il 24 agosto è stata convocata la Conferenza dei Servizi.

«Praticamente la Orim – continua la Pantana –  è stata autorizzata in passato e chiede di nuovo di essere autorizzata a trattare un quantitativo annuo pari a 90.000 tonnellate, tre volte superiore a quello che mediamente  ha trattato negli ultimi tre anni. Non oso immaginare  l’impatto che avrebbe sull’ambiente. A tale riguardo non posso non ricordare al Sindaco che il luogo  in cui si trova  l’impianto di trattamento dei rifiuti pericolosi contrasta palesemente con le previsioni legislative e normative in materia di industrie insalubri le quali tutte prevedono che tali industrie devono essere “isolate in aree attrezzate” e localizzate lontano dai centri abitati. Il Sindaco è titolare di un generale potere di vigilanza sulle industrie insalubri e pericolose che può anche concretarsi nella prescrizione di accorgimenti relativi allo svolgimento dell’attività, volti a prevenire, a tutela dell’igiene e della salute pubblica, situazioni di inquinamento. Le ricordo che tale potere è ampiamente discrezionale ed esercitabile in qualsiasi tempo, sia nel momento in cui è richiesta l’attivazione dell’impianto, sia in epoca successiva. I frequenti incidenti ed incendi presso lo stabilimento della Orim richiedono quindi una profonda riflessione da parte di tutte le autorità competenti in materia anche in considerazione del fatto che il giorno 24 agosto 2012 la Provincia di Macerata ha convocato la conferenza dei servizi per discutere la richiesta di rinnovo “VIA e AIA – Rinnovo Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Marche”.

Deborah Pantana chiede quindi, prima della riunione della Conferenza dei Servizi, la convocazione di una commissione o di un consiglio comunale d’urgenza per  valutare diversi aspetti:  «A confine, ovvero a pochi metri (praticamente ad una distanza di circa 5/10 metri lineari), con l’impianto della Orim, nella zona dove attualmente avviene lo scarico dei rifiuti pericolosi, è ubicato un grosso impianto di stoccaggio di cereali su 16 silos a struttura metallica destinati all’alimentazione umana. Addirittura anche l’area di carico e scarico dei cereali è ubicata in adiacenza alla zona di scarico e trattamento dei rifiuti pericolosi. Tale impianto (Silos di granaglie) è classificato a rischio di esplosione infatti durante il trasporto e lo stoccaggio dei cereali possono formarsi polveri esplosive. Se tali polveri vengono aspirate e separate tramite filtri, nel filtro può formarsi un’atmosfera esplosiva (ATEX). A pochi metri (praticamente ad una distanza di circa 70 metri lineari) dall’area ORIM si trovano  un grosso impianto di commercializzazione e lavorazione di prodotti ortofrutticoli destinati all’alimentazione umana, un  impianto di deposito e rifornimento per autotrazione di metano e Gpl, il complesso multisala cinematografico “Multiplex 2000” e  un asilo nido privato. L’impianto di trattamento dei rifiuti pericolosi si trova inoltre  all’interno di una zona urbanizzata a forte densità abitativa costituita da due popolosi quartieri residenziali. Le Autorità Istituzionali preposte alle verifiche di compatibilità ambientale ed al rilascio delle autorizzazioni non possono prescindere dal considerare il tipo di attività industriale della ORIM a così poca distanza dalle abitazioni e dalla vita delle frazioni di Piediripa e San Claudio».
La Pantana pone anche l’attenzione sui diversi aspetti che la Commissione sarà chiamata a valutare: «Dovremo capire  se un’attività di trattamento di rifiuti pericolosi può lavorare  in una zona fortemente urbanizzata ed antropizzata come quella di Piediripa e San Claudio, se il quantitativo annuo di 90.000 tonnellate richiesto per il trattamento dei rifiuti pericolosi e non, non sia eccessivo considerata la dimensione e la localizzazione dell’opificio industriale, se sono stati attentamente valutati gli impatti cumulativi e gli eventuali rischi delle attività confinanti (silos per cereali, impianto di metano ed impianto di GPL) con l’attività di trattamento dei rifiuti pericolosi della Orim, se sono state applicate le Direttive comunitarie e i loro recepimenti relativi al rischio esplosione  sia alle attività di trattamento dei rifiuti che avvengono all’interno dello stabilimento della Orim che alle attività confinanti (Silos cereali, impianto di metano ed impianto GPL), se è stata fatta la classificazione dei luoghi pericolosi di gas/vapori e la classificazione dei luoghi dove sono o possono essere presenti polveri combustibili sia per le attività di trattamento dei rifiuti che avvengono all’interno dello stabilimento della ORIM che per le attività confinanti (Silos cereali, impianto di metano ed impianto GPL), se i quattro impianti (ORIM, Silos per cereali, impianto di metano, impianto di GPL) concentrati in un’area così ristretta sono tra loro compatibili, se esiste un piano di evacuazione in caso di incidente rilevante, e che cosa prevede».



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